Kerigma_A4

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maxis35
00Saturday, September 24, 2011 8:41 PM
A4 - ECUMENISMO, DIALOGO INTERRELIGIOSO E Sincretismo :
 PremessaOccorre distinguere le proposte di sicretismo dei N.M.R. dal dialogo ecumenico ed interreligioso, per non cadere nell’errore abbastanza diffuso di confondere la proposta sincretista dei nuovi movimenti religiosi con l’ecumenismo, come capita talvolta anche negli ambienti cattolici di ritenere addirittura che l’ideologia del New Age sia “ecumenica”.     L’ECUMENISMOIl termine “Ecumenismo” deriva dal greco “ecumene” (tutta la terra abitata) ed indica quel movimento che comprende le Chiese, che apertamente confessano Gesù Cristo come Dio e Signore, ad incontrarsi per ricercare insieme l’unità della Chiesa in Cristo, avendo come obiettivo un solo corpo, un solo Spirito e un solo Signore. Fondamento dell’ecumenismo è la consapevolezza che la divisione è in contrasto con il comandamento di Gesù : ”...perchè tutti siano una cosa sola. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perchè il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21).Il Concilio Vaticano II (1962-65), nell’ Unitatis redintegratio, sottolinea che le Chiese non-cattoliche dispongono di  parte delle risorse della Chiesa , tra cui la Scrittura e il Battesimo. Un forte esperienza di dialogo ecumenico è stata anche la XIX Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito tenutosi nei giorni 25-28 aprile 1996, in cui benemeriti rappresentanti cattolici, evangelici e ortodossi hanno messo in rilievo la necessità impellente di comunione e di riavvicinamento delle diverse realtà cristiane.     IL DIALOGO INTERRELIGIOSO Il Concilio Vaticano II ha anche aperto la via al dialogo interreligioso : “La Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni (nelle altre religioni). Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscono da quanto essa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella Verità che illumina gli uomini[1].La speranza dominante è quella di convertire tutto il mondo a Dio, lavorando assieme nel rispetto reciproco delle proprie fedi, pur rimanendo fermi nella convinzione della nostra fede nel rispetto della Verità. La Chiesa, non rivendica alcun monopolio del campo religioso e riconosce i valori autentici presenti nelle altre religioni. Fa proprio l’atteggiamento che già aveva caratterizzato i Padri apologisti :Giustino (II sec.) parla infatti di “Logos seminale” (“Logos spermatikos”)[2], cioè afferma che la Rivelazione di Dio è presente, seppure imperfettamente e in maniera incompleta nella tradizione filosofica e religiosa greca, dove è possibile cogliere dei “semi di Verbo” (“semina verbi”), questa è anche la convinzione manifestata da Paolo nel discorso all’Areopago di Atene (At 17,16-34).La Chiesa, afferma che nelle altre religioni ci sono delle verità e sottolinea i punti in comune con esse.          Rapporti con l’ebraismoValorizza in particolare l’ebraismo, infatti è dal popolo d’Israele che Essa ha ricevuto la Rivelazione dell’Antico Testamento, inoltre sono numerosi i punti comuni fra la fede ebraica e il cristianesimo[3].Essa si basa sul dato di fatto “...che è lo stesso Dio vivente che parla a tutti noi nell’Antico come nel Nuovo Testamento. Ricordare che Gesù Cristo è nato da una madre ebrea della stirpe di David del popolo di Israele e che il suo amore eterno e il suo perdono abbracciano il suo popolo e il mondo intero[4]La dichiarazione del Concilio Vaticano Nostra Aetate (26 Ottobre 1965) sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane (n.4), segna una svolta importante nella storia dei rapporti ebreo-cattolici.Essa si colloca in un contesto profondamente influenzato dal ricordo delle persecuzioni e dei massacri subiti dagli ebrei in Europa durante il periodo della seconda guerra mondiale durante la quale furono uccisi sei milioni di ebrei, fu un vero e proprio sterminio (in ebraico “Shoa” -). Dopo duemila anni, spesso contrassegnati da calunnie, persecuzioni e ghettizzazioni degli ebrei da parte delle autorità cristiane civili ed ecclesiastiche, la dichiarazione Nostra Aetate ha dato finalmente l’avvio all’instaurazione di un dialogo rivolto a una migliore conoscenza reciproca. I legami spirituali e le relazioni storiche che ricollegano la Chiesa all’ebraismo condannano, come avversi allo spirito stesso del cristianesimo, tutte le forme di antisemitismo e di discriminazione religiosa. La reciproca stima, soprattutto impone di capire meglio le componenti fondamentali della tradizioni religiose rispettive.Dal canto suo il giudaismo non ha mai rifiutato le possibilità di cooperare con le altre fedi nella costruzione di una società fondata su principi buoni.Rapporti con l’islamismoPer ciò che riguarda l’islamismo : “La Chiesa guarda anche con stima i mussulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini.”[5].Nel prologo (Fatiha = Aprente il testo sacro) del Corano è scritto infatti “1. [Io inizio !] con il nome del Dio, ricco in clemenza, abbondante in misericordia.[6]    In apparenza i contatti e gli incontri con i mussulmani parrebbero facili e le parole usate paiono le stesse : monoteismo, profeta, paradiso, inferno, preghiera, digiuno, misericordia, perdono, fede, etc.In realtà, la storia, politica e sociale della religione mussulmana, ha usato gli stessi termini del vocabolario spirituale, comuni al cristianesimo, ma con un significato ben differente. Un’apertura a certe idee cristiane, da parte dei mussulmani, sembra umanamente irrealizzabile. Vi è un atteggiamento di prevenzione ; l’ortodossia islamica considera, infatti, i testi sacri Antico e Nuovo Testamento come “corrotti” dalle manipolazioni degli ebrei e dei cristiani.Inoltre il Corano  giudica infedele (in arabo Kafirùna = incredulo, infedele) chi avendo conosciuta la fede Islamica rifiuti di abbracciarla asserendo che per essi non vi sia possibilità di salvezza. A tal proposito si legge nel Corano : “A coloro cui fu data la scrittura, e anche agli infedeli, chiedi : ‘Avete abbracciato l’Islam ?’ Se hanno abbracciato l’Islam si trovano certamente nella retta via, ma se invece non se ne curano , sappi che tu altro non sei che uno che trasmette il messaggio. 2. Il Dio osserva molto attentamente ciò che i suoi servi compiono. Ci sono i Kafirùna nei segni di Dio, ci sono quelli che ammazzano i nabì (inviati, profeti) senza alcun diritto, che fanno fuori coloro che comandano la giustizia : a tutti quelli porta la notizia : saranno castigati con supplizio doloroso” [7] I rapporti tra cristiani e mussulmani, nei secoli, sono stati vissuti spesso in termini di scontro cruento tra oriente e occidenteLa Chiesa invece afferma che “...il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i mussulmani. I quali, professando di avere la fede in Abramo. Adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale...[8]Resta però fondamentale il voler conoscere l’altro, anche se purtroppo questa volontà è assai difficilmente riscontrabile da parte islamica. Si deve instaurare, tuttavia, un dialogo che non deve consistere in controversie astratte, quello che è veramente importante è il dialogo dei sentimenti, e quando vi è l’incontro dei cuori allora assumono rilevanza  le doti umane di cui sono permeati i mussulmani e cioè : l’elemosina, l’ospitalità, la preghiera, e il sentimento della presenza di Dio e del suo giudizio,.   Rapporti con l’induismoA proposito delle religioni orientali il Concilio afferma : “Nell’induismo, gli uomini scrutano il mistero divino e lo esprimono con l’inesauribile fecondità dei miti e con penetranti tentativi della filosofia ; essi cercano la liberazione dalle angosce della nostra condizione, sia attraverso forme di vita ascetica sia nella meditazione profonda, sia nel rifugio in Dio con amore e confidenza[9].Gli indù affermano con convinzione che nessuna religione possa da sola soddisfare le esigenze di tutti gli uomini.Dato che secondo la loro concezione di vita sostengono che ognuno debba avere una religione che lo soddisfi, ci devono essere di conseguenza tante religioni. Disapprova l’odio, il fanatismo ed il bigottismo.Ghandi asserisce “Per me Gesù è stato uno dei maestri più grandi che l’umanità abbia mai avuto. Per i suoi seguaci, egli è stato l’unigenito Figlio di Dio.  Non credo che il fatto che io accetti o non accetti questa credenza debba escludermi dal suo insegnamento. Esso è per me fonte di rinascita spirituale, perchè la vita di Gesù è l’espressione della sua intimità con Dio. Come nessun altro, Egli ha fatto la Sua Volontà. In questo senso lo riconosco come Figlio di Dio[10].  Le vie di liberazione per gli indù sono molteplici e Sri Ramakrishna, considerato l’ultimo profeta dell’induismo afferma “Tante fedi, tante strade”.  Rapporti col buddhismo “Nel buddhismo, secondo le sue varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole e si insegna una via per la quale gli uomini, con cuore devoto e confidente, siano capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi e con l’aiuto venuto dall’alto” [11].L’atteggiamento del  buddhismo nei confronti delle altre religioni è di piena apertura, pur non intendendo con questo che tutte le fedi siano uguali e che conducano alla stessa meta. Tuttavia il buddhismo coopera senza antagonismi al raggiungimento della felicità dell’umanità.   Rapporti con le altre religioni orientali   Per le religioni cinesi riportiamo le considerazioni di Giovanni Paolo II :“Sono sistemi culturali e, insieme, sistemi etici, con un’accentuazione molto forte del bene e del male. A essi appartengono certamente sia il confucianesimo cinese, sia il taoismo : Tao vuol dire eterna verità - qualcosa di simile al cristiano Verbo - che si rispecchia nell’agire dell’uomo mediante la verità e il bene morale”[12]Il vero confuciano crede che ci sia un qualche cosa di comune in tutte le religioni , e che le differenti religioni siano da considerare come diverse vie per raggiungere lo stesso scopo. Chun I T’ang, preside dell’Asia College di Hong Kong afferma “La sola cosa che può risolvere la divisione e l’urto fra religioni differenti non è ne il sincretismo nè l’imperialismo religioso, ma un atteggiamento di rispetto verso tutte le religioni genuine”.Per “genuino” è da intendersi “che sgorga dal cuore con sincerità”.  Rapporti con le religioni primitive e animisticheInfine, delle religioni primitive e animistiche il Papa dice che sono particolarmente vicine al cristianesimo. Con esse l’attività missionaria della Chiesa trova facilmente un terreno comune[13]. L’uomo primitivo crede di essere stato plasmato ad immagine di Dio, che l’ha creato, ponendolo su un piano privilegiato rispetto all’universo che è stato formato per lui. Dio è buono ed immutabile, però esiste anche il male e quindi bisogna preoccuparsi di impedire la rottura dell’armonia che regola l’universo, messa a repentaglio da innumerevoli esseri e forze in contrasto con Dio.  Quotidianamente l’uomo primitivo si trova di fronte a fenomeni a lui inspiegabili quali le malattie, la morte, i cicli naturali e i fenomeni atmosferici. Perciò ecco il nascere di preghiere, riti, culti riservati agli spiriti della natura, ed ai defunti, che possono con il loro intervento risolvere il problema contingente.Vi sono, come si può notare, delle affinità concettuali di base, anche se solo a livello embrionale, con la nostra religione che fanno si che il dialogo divenga oltre che possibile facilmente comprensibile. Il parere della Bibbia, alcune considerazioniNella Bibbia incontriamo spesso parole di riprovazione verso i pagani, quando questi mettono in pericolo l’integrità della fede di Israele, popolo di Dio, con l’immoralità o l’idolatria. Però vi sono, per contro, molti episodi di tenerezza da parte di Dio nei riguardi di quei pagani il cui comportamento è talvolta di insegnamento per tutti.Citeremo solo alcuni esempi, ma ve ne sono moltissimi altri ancora.Rut apparteneva ai moabiti, popolo pagano spesso ostile a Israele. Dopo essersi sposata con un israelita, rimase vedova. La suocera Noemi, la invitò allora a ritornare presso il suo popolo per farsi nuovamente una famiglia. Rut rimase invece con la suocera, ormai vecchia, ad affrontare con lei una vita di miseria e solitudine.Ma il Signore si commosse e la benedisse facendola sposare con un uomo ricco e di animo buono.Dio in questo caso si è servito di una pagana per portare la benedizione e la pace sul suo popolo.Giona invece era un profeta a cui fu richiesto dal Signore di predicare a Ninive, città pagana, la conversione.Ma il profeta, che non voleva aiutare i pagani, per cui nutriva un forte disprezzo, scappa imbarcandosi al porto più vicino. Il Signore però riuscì a convincerlo e a ritornare a Ninive. Giona se ne ebbe a male, ma Dio gli rispose che a differenza di Giona, Lui si era commosso di una città così affollata. Questo episodio insegna che Dio ama tutti gli uomini e che spesso i pagani sono i più solleciti nell’ascoltare le sue richieste.Vi era in Canaan, città di idolatri, una donna che aveva una figlia gravemente ammalata. Decise allora di chiederne a Gesù la guarigione. Gesù le rispose in maniera severa, affinché tutti potessero prestare attenzione, che era venuto solo per gli israeliti e non per gli stranieri. Ma la donna continuò a pregarlo insistentemente tanto che il Signore se ne commosse e le guarì la figlia. In quella occasione il Signore volle far notare che la fede talvolta fiorisce con più slancio negli animi dei più lontani. Perciò esclamò in modo che tutti sentissero “O donna grande è la tua fede !”. E’ per questo che la grazia di Dio si riversa anche sui pagani.  Esperienze di Dialogo Un’interessante esperienza di dialogo interreligioso è la Dumia(Silenzio) di Nevé-Shalom(Oasi della Pace), un villaggio costruito nel 1970 a Gerusalemme da un frate domenicano ; Bruno Hussar. La Dumia, è una semplice costruzione ove ci si riunisce per l’adorazione di Dio. Il linguaggio che vi si usa è quello universale della preghiera del silenzio. La speciale intuizione avuta da padre Bruno Hussar, ha consentito di riunire nello stesso luogo esponenti delle tre grandi religioni monoteiste, con lo scopo comune di costruire la pace. Cristiani, Ebrei e Mussulmani vi convivono nel reciproco rispetto.Un esempio eloquente di dialogo interreligioso è lo storico incontro di Assisi (ottobre 1986), dove esponenti delle varie religioni, si sono trovati, insieme con il Papa, a pregare per la pace.Sono rilevanti anche le varie iniziative di dialogo che hanno alla loro base il comune fondamento etico che può spingere ad un impegno di forze congiunte. ConclusioneLa Chiesa, comunque, non rinuncia ad affermare la specificità del suo Messaggio :  “Essa però annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è ‘via, verità e vita’ (Gv 14, 6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio Ha riconciliato a se stesso tutte le cose. Essa perciò esorta i suoi figli affinché con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi” [14]     E’ questa convinzione , che La spinge nella impresa missionaria, dove proclama che Cristo è il Salvatore di tutti gli uomini, del resto, nelle altre religioni molti Lo accettano e molti di Più hanno in Lui una fede implicita, che li porta paradossalmente ad essere cristiani pur non sapendolo e professando un altro credo.Gandhi, indù che ha esercitato un influsso positivo sui cristiani con la sua dottrina della nonviolenza, pur non essendo cristiano, mise in pratica il comandamento di Gesù :  “[43] Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; [44] ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori.”(Mt 5,43-44)Il Catechismo della chiesa Cattolica, parlando della neccesità del battesimo in vista della salvezza al n.1260 afferma : “ «Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell'uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col Mistero pasquale».[15] Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. E' lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.” Già il Concilio di Quierzy (853) aveva affermato : “Non vi è, non vi è stato e non vi sarà alcun uomo per il quale Cristo non ha sofferto[16]         Riferimenti : Le Grandi Religioni, E.M.I. (Bologna), M.I. (Milano)Lettera pastorale di Mons. GIUSEPPE CASALE, Nuova religiosità e nuova evangelizzazione, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 1993.  


[1] Nostra Aetate, 2.
[2] Cfr. Giustino, Apologia, 10,3 ; 13,3.
[3] Cfr. Nostra Aetate, 4.
[4] Cfr. Conferenza Interreligiosa di Seelisberg, Dieci punti di Seelisberg, (5 Agosto 1947)
[5] cfr. Nostra Aetate, 3.
[6] cfr. IL CORANO, I,1.
[7] cfr. IL CORANO, III,20-21.
[8] cfr. Lumen Gentium, 16
[9] cfr. Nostra Aetate, 2.
[10] M.K.Ghandi, GANDHI PARLA DI GESU’, E.M.I. - (Bo 1988) 
[11] Cfr. Nostra Aetate, 2.
[12] Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza, A.Mondadori Ed. (Mi 1994), pag. 91 
[13] o.c., pag.90
[14] Cfr. Nostra Aetate, 2.
[15] Cfr. Gaudium et spes (C.V.II, 7/12/1965), 22.
[16] Cfr. Denz. - Schonm., 624. 
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