https://www.facebook.com/pages/Evangelium/447120875339778?fref=tsDite agli smarriti di cuore "Ecco il vostro Dio ...." (Is 35)
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La Chiamata - 2

Last Update: 10/2/2011 9:49 PM
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10/2/2011 9:49 PM
 
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Chi manderò ? ... manda me !

 1c) Gesù ci chiama ad aiutare i più’ piccoli a conoscerlo.

Rievangelizzare è far conoscere il Signore ai propri fratelli vicini e lontani.

 Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, nè argento, nè moneta di rame nelle vostre cinture, nè bisaccia da viaggio, nè due tuniche, nè sandali, nè bastone, perchè l'operaio ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e là rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sodoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città. Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. [1]
D
 obbiamo metterci in viaggio e strada facendo raccontare ai nostri  fratelli della misericordia di Dio.  Non possiamo aspettare che siano loro a venire da noi. E’ importante metterci a loro disposizione con semplicità. Quello che possiamo fare, facciamolo senza esitazione. La malattia più diffusa nella nostra società è quella del non sentirsi amati, capiti e  considerati in un’epoca che predilige il consumismo, che reputa importante solo il potere ed il denaro. Viviamo un momento veramente preoccupante per quanto riguarda la considerazione dei valori veri. I nostri fratelli, i nostri figli, sono frastornati dai mezzi di comunicazione. Vi è un proliferare di notizie e informazioni incontrollabili e per contro un impoverimento dell’attenzione verso il prossimo, che è sempre più escluso ed emarginato. Vi è bisogno di ascolto in questa società dove tutti sono propensi a dire, a parlare e pochi ad ascoltare. L’ascolto intelligente di chi ci parla è la medicina più indicata per la malattia del secolo, la nevrosi e tutte le forme depressive ad essa connesse. Chi si sente rifiutato dalla società e non riesce a parteciparvi è come l’infermo di cui parla Gesù. Chi non gusta la vita ma cerca rifugio soffocando i propri pensieri e le proprie angosce nelle cose negative e superficiali è come se fosse morto alla vita. Il tossicodipendente è il lebbroso d’oggi, e lo è anche chiunque sia soggetto ad un vizio di cui non riesce a liberarsi, da un abitudine cattiva che lo rende prigioniero. Non pensiamo che alle soglie del 2000 di indemoniati non ve ne siano più, anzi vi sono oggi possibilità maggiori che in passato di contaminarsi col demonio mediante pratiche che hanno a che fare con lo spiritismo, l’astrologia, la magia, la divinazione e la predizione degli eventi futuri. Vi è bisogno anche oggi di scacciare i demoni nel nome santo di Gesù. Questo va fatto, prima di tutto con l’amore, e l’insegnamento della Verità. Alcuni sembrano avere una sorta di predisposizione a menzionare sempre il diavolo, mettendolo in tutti i discorsi che fanno, a costoro va precisato che il demonio all’origine era  un angelo che in seguito si è rivoltato contro Dio e non ha poteri superiori agli angeli ma che, anzi, pur conservando le caratteristiche degli spiriti, è fortemente indebolito non godendo più della benedizione e della benevolenza di Dio. Per cui non diamogli troppa importanza, parlandone gli renderemmo immeritato onore. Anzi trascuriamo di parlarne se non è proprio necessario. Ricorriamo piuttosto con la preghiera agli Angeli del Signore che sono stati preposti alla nostra guida e custodia. Lasciamoci andare con fiducia alla provvidenza di Dio. Dovremmo, infatti, non preoccuparci troppo del nostro mantenimento ; lo stretto necessario ci basterà e a tutto provvederà il Signore secondo la sua promessa quando  ci siamo messi all’opera. L’operaio della Vigna del Signore non si preoccupa di gestire affari di finanza, anzi quello che prende con una mano subito dispensa con l’altra. San Francesco dava a tutti quello che aveva, bastava solo che glielo chiedessero e mai pensò di conservare o di gestire il denaro fosse anche solo per le spese necessarie al mantenimento ; eppure non mancò mai del necessario, anzi ebbe sempre di che dare anche agli altri, che, povero tra i poveri, considerava sempre più bisognosi di lui. Egli, infatti, aveva capito il Maestro, e ne imitava il comportamento anche nelle più piccole cose. Nel nostro cammino, se faremo la volontà di Dio, troveremo sempre degli amici  che vorranno sostenerci nella nostra opera. Se talvolta questo non capiterà, non preoccupiamoci, ma seguitiamo a benedire chiunque incontriamo nel nome del Signore. Del resto non dobbiamo aspettarci di essere accolti meglio di come sia stato accolto il Maestro. Non è facile camminare in mezzo ai lupi, però ci è richiesto di essere sempre semplici e disponibili oltre che attenti e prudenti.[2]   ·       Specialmente chi pur essendo battezzato non è praticante deve attrarre le nostre attenzioni e le nostre cure; dobbiamo sentire pietà per gli smarriti, dobbiamo riuscire a capire la loro sofferenza.   Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è  crudelmente tormentata da un demonio» Ma egli non le rivolse neppure una parola.  Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».«E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.[3] 
A
nche da qui possiamo notare come Gesù sia sempre disponibile verso tutti anche verso quelli più lontani. Dovremmo essere, come Lui, aperti anche a chi è considerato fuori dalla Chiesa. Come è stato compassionevole il Maestro, così dobbiamo esserlo anche noi. Spesso siamo portati a giudicare in maniera negativa chi non frequenta la Chiesa ; troviamo disdicevole qualsiasi modo di essere diverso dal nostro, siamo pronti a scuotere la testa scandalizzati e, facendo così, non siamo in grado di far nostra la compassione di Gesù. In tutti i Vangeli canonici non esiste un solo punto in cui il Signore non dimostri la sua pietà verso chi sbaglia. Occorre proprio bandire dal nostro cuore qualsiasi giudizio negativo cominciando proprio là dove si formano i pensieri nella nostra anima, nel cuore del nostro cuore. Se riusciremo, con l’aiuto dello Spirito Santo, in questa impresa ci accorgeremo che sulle nostre labbra non ci sarà più nè critica, nè maldicenza, nè pettegolezzo. Si narra in un vangelo apocrifo[4] che quando a Gesù fu richiesto dai suoi apostoli che cosa si dovesse fare per entrare nel Regno dei Cieli, Egli rispose che occorreva non parlare mai. Pietro, turbato da questa affermazione, esclamò che così nessuno avrebbe potuto salvarsi, Gesù allora lo guardò con comprensione e sorridendo dolcemente aggiunse “Dite almeno solo cose buone !” Gesù ascolta, comprende, ama e guarisce chi si rivolge a Lui, e noi ? Eppure, se ci professiamo cristiani, cioè al seguito di Cristo dobbiamo imitare proprio Lui ; il riconoscere che  siamo peccatori, il batterci il petto e dire continuamente “Signore, Signore” non basta per entrare nel Regno dei Cieli. Ci è richiesto uno sforzo in più, ci è richiesto di vivere come il Maestro. ·       Tre sono i passi che dobbiamo compiere ogni giorno per la conversione del  cuore; la volontà di cambiare, la conoscenza del Vangelo di Gesù Cristo e la pratica dei suoi insegnamenti.  Il primo passo lo desideriamo compiere tutti volentieri, il secondo ci vede spesso impegnati in studi e catechesi, ma il terzo passo, quello più importante, ci è veramente difficile e talvolta addirittura non ci rendiamo nemmeno conto di non essere in grado di compierlo. Eppure è necessario ed indispensabile darsi da fare proprio in questo senso. Confessiamo i peccati che vediamo ma non ci preoccupiamo di quelli che non vediamo. Diamo importanza agli ultimi cinque comandamenti più che ai primi, eppure i comandamenti sono messi proprio in ordine di importanza e bisognerebbe partire proprio dal primo comandamento nel nostro cammino spirituale. Gesù è molto chiaro in proposito e quando un fariseo gli chiese «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?» Gesù gli rispose:  ·       «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta  la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i profeti»[5]  [m1]     A che giova, infatti, che io conduca una vita di castità se poi non sono in grado di tenere a freno il mio orgoglio, la mia lingua, o mi lascio dominare dall’ira, dall’invidia, dalla gelosia o dal risentimento e non so amare nè il prossimo, nè me stesso e neppure Dio?         

 1d Il gregge si è disperso: il Pastore si mette nuovamente alla sua ricerca

Un momento speciale di Grazia si sta riversando sull’umanità intera, lasciamoci riempire dallo Spirito di Dio.

Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.[6] E se un uomo avesse cento pecore e ne avesse smarrite novantanove ?  ·       Amici miei, i tempi sembrano proprio quelli in cui il gregge si sia completamente disperso ! [7]  Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.[8] 
N
otiamo la dolcezza che usa Gesù verso tutti e la compassione che accompagna sempre ogni suo gesto. Chi è abbandonato senza cure a se stesso dovrebbe essere ricercato e curato. Quale guida, infatti, si occupa  oggi dei giovani allo sbando?. Ho visto migliaia di essi nelle piazze; avevano nel viso le pieghe della durezza, nello sguardo la rabbia o la rassegnazione, ma non ho visto la gioia brillare nei loro occhi. Le porte della chiese erano chiuse. Chi porterà loro la speranza? Chi parlerà loro della Resurrezione?[9] Mi riferisco all’esperienza relativa alle nostre uscite in missione nelle piazze di Como a contatto con i giovani di diverse età, di diversa provenienza ma con in comune un angoscioso bisogno di dare un senso alla loro esistenza. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran  voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri  nove dove sono?  Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse:  «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».[10] Occorre pensare a quante cose il Signore ha fatto per noi e a come lo abbiamo ringraziato . Nel momento del bisogno abbiamo gridato al Signore, e il Signore ci ha ascoltati. Chiusi in noi stessi, ce ne siamo rallegrati, poi rientrati nelle faccende quotidiane ce ne siamo dimenticati. L’ingratitudine è il peggiore degli atteggiamenti. Tante volte pensiamo che tutto quello che abbiamo non sia nulla di straordinario, più spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quante cose meravigliose ci ha donato Dio : la vita, la salute, l’amore, l’amicizia, il lavoro, la famiglia, il sole, il cielo e tante altre innumerevoli realtà. Il Vangelo con tratti brevi, ma vivi e carichi di significato ci mostra spesso l’atteggiamento sempre compassionevole del nostro Maestro. E’ veramente gustoso assaporarne ogni parola, cercando di far rivivere nella nostra immaginazione ogni atteggiamento ed ogni atto di Gesù. Occorre  però fermarsi a riflettere sul significato della Parola perchè possa, così passare dentro di noi lasciando un’impronta significativa. Meditare in preghiera ci edifica e ci prepara ad affrontare qualsiasi avvenimento con la stessa fiducia che ebbero i primi apostoli, che poterono ascoltarla e farla propria direttamente dalle labbra  del Signore, stemperata nei giorni che essi ebbero la fortuna di vivere accanto a Lui. Poterono vederne i gesti e le espressioni del volto, poterono coglierne i segni ed i sentimenti, poterono far loro proprio ogni gesto, ogni effetto, ogni vibrazione dell’aria, ogni reazione degli astanti, quando il Signore toccato dalla compassione rivelava loro ogni segreto dell’amore del Padre. Un giorno Pietro, dopo essersi commosso[11]  come era solito fare quando ripensava a Gesù e si faceva struggente la nostalgia della sua presenza tangibile e trasfigurante la sua divinità, disse :    dalle sue piaghe siete stati guariti . Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore  e guardiano delle vostre anime.[12]Allora se noi eravamo ammalati e sbandati e siamo stati da Lui salvati e rimessi sul giusto cammino, siamo proprio noi che dovremmo  testimoniarlo anche agli altri, portando a tutti il soffio vivificante dello Spirito di DIO, che grida : “Risvegliati popolo mio!”.  ·       Noi dobbiamo essere i nuovi profeti, noi dobbiamo essere i nuovi evangelizzatori !  E’ il Signore che ci chiama a  “ Portare la lieta Novella”, cioè a far sapere a tutti che Lui ha sacrificato la sua vita per noi e per la nostra libertà, fedele al suo impegno fino alla morte e alla morte infamante della croce. Ma Dio l’ha resuscitato dai morti ed ora è assiso alla sua destra  nella gloria. Con Lui siamo risorti anche noi e con Lui possiamo essere liberati dalla prigionia del conformismo del mondo e delle sue illusioni . Dobbiamo amarci l’un l’altro, perché Gesù facendoci suoi fratelli ci ha resi figli adottivi  dell’unico Padre Buono che è DIO stesso, perché riscattati da Gesù il Signore vero Uomo e vero Dio, nostro amabile Salvatore. Ora, dopo duemila anni, ci siamo abituati a queste parole, tanto che non ne sentiamo più il significato vero. E’ più facile dirsi fratelli che esserlo ; in quanto il nostro egoismo è sempre presente e ci suggerisce di pensare innanzitutto a noi e poi, se avanza, possiamo pensare anche agli altri, purché ci sia un ritorno magari immediato e sovrabbondante. Il “convertirci giorno per giorno” , implica che ascoltiamo il Vangelo e ce la mettiamo tutta per metterlo in pratica. Infatti prima di portare la Buona Novella agli altri, bisogna averla vissuta in noi stessi ogni giorno e in ogni situazione, averla capita fino in fondo, messa in pratica costi quello che costi  pur con le incertezze e le contraddizioni che caratterizzano il cammino di ogni uomo. Allora se decideremo di metterci alla Sua Sequela, potremo con la Sua grazia andare a portare anche agli altri la sua parola di salvezza. Gesù infatti è venuto per salvare le pecore smarrite del suo popolo ed anche quelle che fanno parte di altri greggi, Egli ce ne ha dato l’esempio fino alla Croce.   Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?»[13]                                                                                             Se pensiamo che andare ad operare sulla strada sia fare proselitismo ed esuli dallo stile dei cattolici e che sia più confacente a certi nuovi movimenti religiosi, dimentichiamo che la richiesta di Gesù, invece, è proprio quella di calarci nell’umanità in mezzo alla gente con umiltà. Un’altra categoria di persone pensa che per portare l’Annuncio ci sono già i missionari, od anche altri tipi di religiosi e che i laici non sono adatti per svariati motivi.  ·       Il laico, che è chiamato a fare questo servizio, si metta umilmente a disposizione dei  propri fratelli più piccoli con semplicità in obbedienza all’autorità della Chiesa. Non vi sia in lui alcun desiderio di protagonismo e di prevaricazione.  Leggiamo cosa dice in proposito Gesù : Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti».[14]


[1]  Mt. 6,6-31

[2] Testi paralleli : Marco 13, 9-13; Luca 21, 12-17; Mt 6, 17-31.

[3] Mt 15-21,28

[4]  I vangeli apocrifi fanno parte di una serie di scritti che la Chiesa non ha riconosciuto come canonici, anche se possono contenere qualche detto realmente di Gesù. Sono per lo più frutto della devozione popolare che avrebbe voluto approfondire di più la conoscenza della vita del Maestro in terra.

[5] Mt 22-36,40
[6] Mt 18
[7] In appendice A1 : Il sacro postmoderno - uno sguardo alla situazione religiosa alla fine del ventesimo secolo. 
[8] Mc 6,34
[9] La Resurrezione : [Libera traduzione dall’inglese dell’articolo : "Jesus Christ," Microsoft ®(R) Encarta. Copyright ©(c) 1994 Microsoft Corporation. Copyright ©(c) 1994 Funk & Wagnall's Corporation. ]

Il sabato seguente di mattino presto. - Maria Maddalena, e Maria la madre di Giacomo” (Marco 16,1), giunsero alla tomba per imbalsamare Gesù, trovarono la tomba vuota. (Matteo 28,2 riporta che un angelo apparve dopo un temporale e fece rotolare la pietra che copriva l’ingresso del sepolcro.) Dentro il sepolcro, “un giovane uomo” (Marco 16,5) vestito di bianco annunciò loro che Gesù era risorto. Questa notizia è annunciata dall’angelo in Matteo 28,5-6 e da due uomini  in vesti sfolgoranti (Luca 24,4). Secondo Giovanni (Gv 21,11-18), Maria Maddalena vide due angeli ed il Cristo Risorto.  Più tardi lo stesso giorno, secondo Luca, Giovanni e Marco, Gesù apparve alle donne ed a altri discepoli in diversi posti attorno a Gerusalemme. Parecchi discepoli non ebbero dubbi di aver visto ed udito il maestro, che avevano conosciuto e seguito durante il tempo del suo ministero in Galilea ed in Giudea. Qualche discepolo , invece, dubitò all’inizio (Matteo 28,17); Tommaso, che non era stato presente a queste prime apparizioni, dubitò  che Gesù fosse risorto (Giovanni 20,24-29). Come ricordato nel Nuovo Testamento, la resurrezione di Gesù è uno dei punti più importanti della dottrina cristiana; risorgendo dalla morte, Gesù salva l’umanità e le dona la speranza di una vita dopo la morte nel Regno dei cieli. Tutti i Vangeli dicono che per un breve tempo dopo la sua resurrezione, Gesù istruì in seguito i suoi discepoli su tutto ciò che concerne il Regno di Dio. Egli inoltre comandò loro : “Andate … e ammaestrate discepoli di tutte le nazioni, battezzateli nel nome del Padre, e  del Figlio, e dello Spirito Santo ” (Matteo 28:19). Infine, secondo Luca (Lc 24,50-51), a Bethania Gesù  fu visto ascendere al Cielo dai suoi discepoli. Gli Atti (Atti 1,2-12) riportano che l’ascensione avvenne 40 giorni dopo la resurrezione di Gesù. La dottrina che Gesù espose e tutto ciò che gli concerne furono successivamente spiegati nei principali punti della Teologia Cristiana.

[10] Lc 17,12-9

[11]  Catechismo della Chiesa Cattolica n. 429 :  Da questa amorosa conoscenza di Cristo nasce irresistibile il desiderio di annunziare, di «evangelizzare», e di condurre altri al«sì» della fede in Gesù Cristo. Nello stesso tempo si fa anche sentire il bisogno di conoscere sempre meglio questa fede. A tal fine, seguendo l'ordine del Simbolo della fede, saranno innanzi tutto presentati i principali titoli di Gesù: Cristo, Figlio di Dio, Signore (articolo 2). Il Simbolo successivamente confessa i principali misteri della vita di Cristo: quelli della sua Incarnazione (articolo 3), quelli della sua Pasqua (articoli 4 e 5), infine quelli della sua glorificazione (articoli 6 e 7).

«Benché Dio, attraverso vie a lui note, possa portare gli uomini, che senza loro colpa ignorano il Vangelo, alla fede, senza la quale è impossibile piacergli, è tuttavia compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare» tutti gli uomini.

[12] 1 Pt 2,25

[13] Mc 5,30-31

[14] Mr 9,33-37

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