https://www.facebook.com/pages/Evangelium/447120875339778?fref=tsDite agli smarriti di cuore "Ecco il vostro Dio ...." (Is 35)
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Famiglia: fonte di evangelizzazione.

Last Update: 10/2/2011 9:07 PM
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10/2/2011 9:07 PM
 
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1 - Incontrare l’altro è incontrare Dio !

1 - Incontrare l’altro è incontrare Dio !

1a - La comunione e l’unità sono segno dell’amore di Dio.

Il Signore ha posto nella sua creazione l’impronta del suo amore creando la coppia.

 « Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati.»[Genesi 5,1-2] 
L
‘amato o l’amata del nostro cuore quante emozioni ci ha donato ! Ricordiamo sempre il primo incontro e come ci batteva forte il cuore, i progetti fatti assieme, le esperienze vissute in due e quel senso di complicità per tutte le cose che intraprendevamo. Quante volte siamo stati vicini, abbiamo camminato l’uno accanto all’altra, mano nella mano, condividendo gioie e dolori. Ci siamo  sentiti forti assieme e abbiamo superato qualsiasi problema, fiduciosi. Ci siamo amati profondamente fino alla commozione. Tante volte ci ha assalito  la paura che questi momenti di immensa tenerezza potessero svanire come una bolla di sapone. Nei momenti difficili, ci sono state anche alcune incomprensioni, ma alla fine ci siamo ritrovati  per parlarne per condividere assieme i momenti di tristezza e di delusione e ne siamo risorti più gioiosi di prima.  Abbiamo camminato assieme come compagni di viaggio, pellegrini sulle stesse strade del mondo. Abbiamo posto, sempre, sopra tutte le cose il nostro Dio e spesso lo abbiamo ringraziato per il dono della nostra unione. Vivendo vicini ci è stato più facile conoscere noi stessi e incontrare il Signore.Dio ha creato l’universo e la vita che esso contiene, ogni essere ha avuto origine da Lui, che ci ha voluti maschio e femmina, che ci ha progettati coppia per poter sperimentare la comunione. La cinciallegra, il pettirosso, il leone, l’aquila, l’asino, il cavallo, non vi è nessuno che non sia accompagnato ; i fiori stessi dalla rosa al fiore del campo ed anche tutti gli insetti, dall’ape operosa al grillo del campo, tutte  le sue creature sono state pensate due a due.Il progetto di Dio sembra proprio impostato sull’unione della coppia ; in diversi punti della Sacra Scrittura ve ne è la conferma. Anche quando il Signore, addolorato dalla malvagità dell’uomo, decide di originare il diluvio, il suo desiderio di riavviare il suo progetto è ancora una volta fondato sulla coppia. Leggiamo infatti le parole che Dio usa nel ristabilire la Sua Alleanza con Noè e la sua discendenza : Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con   te i  tuoi figli, tua moglie e le mogli  dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni  specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.  Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria  specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due  d'ognuna verranno con te, per essere conservati in vita.    [Genesi 6,18-20] Nella coppia, quindi, è riposta l’attuazione del Progetto di Dio. La coppia è l’attuazione dei desideri di Dio, chi meglio della coppia, infatti, è in grado di manifestare l’amore, il rispetto, la considerazione, la comprensione, l’amicizia, la donazione di se all’altro ?Nella coppia  può nascere e svilupparsi meravigliosamente la richiesta di Gesù : “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io  vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”   [Gv 15,12-13]. Tutto il creato, infatti, è ricco di esempi in questo senso. L’esempio mirabile che Dio ha voluto porre nella natura è proprio quello dell’amore e della fedeltà indissolubile. In questo consiste la nostra somiglianza con Dio ; nell’amore, e nella gioia che sappiamo donare agli altri.

1b - L’anima mia sussulta quando finalmente ti ritrovo.

Ricercare l’amato è ricercare il Signore Gesù .

    Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato      l'amato del mio cuore;      l'ho cercato, ma non l'ho trovato.  «Mi alzerò e farò il giro della città;      per le strade e per le piazze;      voglio cercare l'amato del mio cuore».      L'ho cercato, ma non l'ho trovato.  Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:      «Avete visto l'amato del mio cuore?».  Da poco le avevo oltrepassate,       quando trovai l'amato del mio cuore. [ Cantico   3,1-4] 
S
i dice che chi trova un amico trova un tesoro. La coppia è la realizzazione di questo detto. Però non dobbiamo neanche pensare che sia una cosa facile, in quanto il trovare un tesoro non è cosa di tutti i giorni. Pensiamo a quei tesori nascosti di cui raramente si sente parlare. Il luogo dove trovare l’anima gemella non è segnato su nessuna guida, il momento è poi il più inaspettato. Questa tensione che ci spinge verso l’altro è insita in noi dalla nascita. Quando finalmente arriva il grande momento dell’incontro, tutto sembra cambiare, tutto è più bello, più facile e degno di essere vissuto ; la vita acquista un sapore insolito e prezioso. Nella persona amata non si riesce a vedere alcun difetto, anzi ognuno di essi assume caratteristica di pregio inestimabile. Quale sia il meccanismo che scatta durante l’innamoramento nessuno è in grado di spiegarselo. Se poi, durante questo periodo, succede che per qualsiasi motivo si crea una divisione anche solo momentanea tra i due, nasce l’ansia, la tristezza e l’angoscia.Ma che cosa ci sia dietro questo grande mistero non è facile da spiegarsi. Se osserviamo attentamente una coppia notiamo spesso delle affinità che accomunano sorprendentemente i due componenti e salvo casi particolari, si può affermare che la maggior parte delle coppie siano composte da persone fatte l’una per l’altro. Sembrerebbe proprio che per ogni cuore che batte esista un altro cuore in sintonia con esso. L’esperienza ci ha insegnato che non esiste il caso, bensì esistono una serie di combinazioni che ci portano ad attuare spesso progetti semplici e fecondi. Questo però è possibile solo se si riesce ad essere spontanei e aperti ad accettare l’avventura che ci è stata preparata. Certamente possiamo affermare che non esiste una benché minima predestinazione, ma semplicemente ci è offerta una parte importante nell’ampio scenario del progetto divino. Martin Luther King affermò in un suo famoso discorso che ognuno deve essere fiero della parte che gli compete e deve svolgerla talmente bene che tutti possano convenirne, a tal punto che ad esempio angeli e santi passando per le strade dove operava da vivo uno spazzino, possano dire : “Qui pulì le strade un grande spazzino !”. Non esiste una coppia che sia migliore di un’altra, ogni coppia è unica e irripetibile. Dio non ha creato scarti ! Si tratta di saper cogliere la volontà di Dio giorno per giorno. Gesù diceva che per amare occorre fare la volontà del Padre. Spesso ci chiediamo cosa possa mai volere da noi il nostro Creatore e ci poniamo degli interrogativi di carattere esistenziale a cui non sappiamo dare una risposta certa. Ma la risposta ce la da ogni volta Gesù dicendoci : ”amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati !”.  La coppia può essere rappresentata come un binario le cui rotaie corrono una affianco all’altra separate ma allineate in maniera da poter consentire il passaggio di un treno. Questo treno è il progetto che Dio ha pensato per la coppia. Se osserviamo i binari notiamo che essi sono importanti allo stesso grado, e si tengono stretti l’un l’altro pur rispettandone lo spazio. Potremmo ancora similmente paragonare la coppia a due querce  che crescono l’una accanto all’altra godendo della stessa luce dello stesso calore senza limitarsi l’un l’altra ma anzi proteggendosi. Esse non si soffocano vicendevolmente ma respirano la stessa brezza e assaporano i medesimi profumi.        

1c - L’accompagnato e l’accompagnatore.

In cammino assieme verso la Casa del Padre.

 Un amico vuol bene sempre, è nato per essere un fratello nella sventura.                                                                 [Proverbi 17,17] 
O
ra finalmente possiamo camminare assieme tenendoci per mano. Ora anch’io ho un amico a cui rivolgermi nella pena, a cui chiedere consiglio nel dubbio a cui rivolgere il pensiero nei momenti di tribolazione. Quale Dio meraviglioso sei tu o Signore, che hai saputo pensare in modo così tenero per cui tutti potessero avere una spalla amica su cui poggiare la fronte nella stanchezza e un braccio forte che ci sorreggesse nei momenti di pericolo ! Tu sapevi già dall’inizio che la nostalgia di Te sarebbe stata troppo struggente ed hai voluto, per lenirne il dolore, far si che non fossimo soli nel viaggio. Perchè in questo cammino non fossimo soli e non ci lasciassimo sopraffare dalla delusione, Dio ha pensato bene di donarci un compagno di viaggio, pronto a sorreggerci nel momento del bisogno. Tante volte per soffocare questa nostalgia ci impegniamo in mille attività, preferendo a Dio la sua creazione. Spesso, però,  tutto questo darci da fare ci assorbe completamente rendendoci incapaci di riflettere. Alla fine, delusi, ci ritroviamo soli e sconfortati, perchè non siamo stati capaci di realizzarci, non siamo riusciti ad attirare su di noi l’attenzione e la gratificazione degli altri.  Eppure Gesù ci ha detto che una via per superare le nostre idolatrie esiste e ce l’ha indicata : “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Mt 6,33). Ma proprio questo è il punto : come cercarla ?...Ci sono tante domande che vorrei porre a qualcuno...., a qualcuno che avesse voglia di parlare con me, di pregare assieme, di aiutarmi a vedere ed a distruggere le mie idolatrie...E’ questo il momento di capire che questo qualcuno può esistere, addirittura c’è già, se io accetto un accompagnamento spirituale[1].  Nessuno meglio del mio compagno o della mia compagna, che Dio ha voluto unire a me, può diventare il mio confidente spirituale, il mio amico, il mio accompagnatore che cammina insieme con me dietro a Gesù. Si creerà così un’unione indissolubile, forte tenace, soprattutto capace di vincere ogni ostacolo incontrassimo nel nostro cammino. Quale miglior esempio di una coppia che testimonia il Vangelo con l’amore! Soprattutto oggi la gente ha un bisogno enorme di testimonianza, e noi potremo portare gioia agli altri solo se questa gioia l’abbiamo nel cuore. Cercare il regno di Dio è costruire dentro di noi  la serenità e la pace. La convinzione con cui facciamo le cose anche le più semplici, in comunione col nostro partner da senso e gusto alla vita, e dimostra che esistono valori per cui vivere. L’onestà, la giustizia, la sincerità e la carità non passano inosservate se testimoniate con la propria vita,  e sono quelle cose semplici il cui profumo da solo è già evangelizzazione. La coppia unita, gioiosa, e sempre disponibile agli altri è fortemente evangelizzante. Oltre che per se stessi ci deve essere anche un tempo per gli altri. La coppia potrà consigliare e rinfrancare con la propria esperienza chi è ai primi passi, con la testimonianza, la carità, la preghiera, e l’annuncio della Parola di Dio.  

2 - Nella famiglia cresce e si sviluppa il regno di DIO.

2a - La famiglia è la prima comunità cristiana.

Se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?           [1 Tm 3,5]

 

L
a prima comunità è proprio la famiglia, anche Gesù prima di dedicarsi alla sua missione di evangelizzazione nella vita pubblica, ha vissuto tutta la sua infanzia, la sua adolescenza e parte della sua maturità nella famiglia in semplicità, obbedienza e servizio. Dalla famiglia scaturisce l’uomo di domani. Attraverso tutte le fasi della sua crescita, da bambino dipendente prima ad adulto autonomo poi ,  egli forma la propria personalità con la quale si rapporterà cogli altri nella società nella scuola, nello sport, e nel lavoro. E’ dunque molto importante lo sforzo che i genitori come coppia compiono in queste successive fasi di maturazione dei propri figli. Spesso, nella società attuale, si tende a sostituire l’educazione dei genitori con surrogati che si rivelano sempre più dannosi che utili. In media i bambini d’oggi stanno davanti alla televisione per 6-8 ore giornaliere, spesso soli senza la presenza di un adulto che possa aiutarli a capire e a scegliere. Tendenzialmente i mass-media favoriscono gli interessi degli sponsors, mostrando come valori aspetti mondani e atteggiamenti che non lo sono assolutamente ; il potere sociale, l’arrivismo, l’ambizione sfrenata, la bellezza fisica artefatta, vuota e senza sentimento. Dedicare ai propri figli tempo per l’ascolto, per l’educazione, per la condivisione, per il dialogo è investire in beni preziosi e duraturi. La famiglia compatta, unita e serena, è un dono inestimabile di Dio. Altre volte i genitori ritengono che le istituzioni debbano essere primarie per l’educazione dei propri figli e li affidano con tranquillità agli enti quali asili, scuole, e oratori, pensando che essi debbano provvedere completamente alla loro formazione. Ma questo si rivela poi un grosso errore. Le strutture possono solo essere di ausilio e mai devono  sostituirsi all’operato importantissimo dei genitori. Quindi è soprattutto nella famiglia che la coppia è chiamata a operare la sua funzione educatrice ed evangelizzatrice, senza delegare tale compito a nessun altro.         

2b - La famiglia è la palestra dell’amore.

Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di  quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore  di un infedele. [1 Tm 5,8]

 
S
pesso ci assumiamo tanti impegni importanti che assorbono il nostro tempo e non ci accorgiamo che un nostro figlio da un po’ di tempo è taciturno, chiuso in se stesso.Che fare ? Rinunciare ai nostri impegni in parrocchia ? Oppure delegare qualcun altro al compito che spetta a me genitore ?Sembrerebbe che il problema più importante sia quello che riguarda la comunità piuttosto che il singolo componente della famiglia e che la maggiore necessità giustifichi la trascuratezza nei riguardi delle faccende famigliari. Ma non è così ; la Parola di Dio è chiara e ci chiama prima di tutto ad amare proprio chi ci sta più vicino. Anche se ci può costare un grosso sacrificio in termini di importanza o autorità dobbiamo mettere al primo posto Dio e la famiglia.Ci è sempre facile dialogare col nostro partner ?Gli uomini al bar e le donne con le proprie amiche parlano volentieri dei loro interessi : campionato di calcio, malattie dei figli, soldi che non bastano mai, studi e vacanze, e poi in casa ci si sprofonda in poltrona davanti al televisore o al computer. Riusciamo a portare l’oggetto del dialogo sull’argomento che ci sta particolarmente a cuore ? E’ sempre possibile chiarire una situazione che ha generato contrasti anche se involontariamente ? E’ facile parlare cuore a cuore col nostro partner, oppure il pudore per i nostri sentimenti ce lo impedisce ? La stanchezza, i problemi della giornata, il lavoro, le tasse, l’inflazione, le preoccupazioni del mutuo, della pensione, ci affliggono, ci rendono incapaci di rialzarci e di saper cogliere la bellezza delle piccole grandi cose. Godere di momenti di intimità con la propria famiglia ; chi ha ancora i bimbi piccoli può assaporare la semplicità della loro ingenuità e spontaneità liberandosi dal peso delle preoccupazioni. Gesù ha detto chiaramente con una bellissima similitudine quale debba essere l’atteggiamento con cui accostarci ai problemi della vita giorno per giorno :  E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. [Mt 6,28-34] Solo un cuore libero dalle preoccupazioni e sereno nei suoi sentimenti può essere portatore della Buona Novella nella propria famiglia, ed è proprio qui che si eserciterà la coppia nella propria missione evangelizzatrice.      

2c - Il dialogo famigliare.

Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. [Osea 2,16]

 Anche se non è facile, creare un rapporto chiaro in cui il dialogo sia possibile e sereno è fondamentale per il buon funzionamento della “comunità” della famiglia. Il tono della voce, la scelta delle parole e del momento, sono determinanti per l’esito dello scambio di opinioni, specialmente se divergenti. Andare d’accordo non è, come sembrerebbe, pensare entrambi sempre nello stesso modo, bensì è la stima reciproca, il rispetto degli altri e delle loro idee. La vera difficoltà consiste nell’accettare gli altri proprio così come essi si pongono davanti al problema, cercando di capire le loro motivazioni ed anche le loro  difficoltà o inadeguatezze . La formazione della personalità comporta un lungo cammino fatto assieme ; si tratta perciò, tante volte, di avere la volontà di fermarsi ad aspettare che anche l’altro sia pronto, e di essere disponibile al cambiamento mettendosi, se occorre, in discussione, accettando di buon grado i propri limiti, spiegando sempre con semplicità i nostri bisogni più veri e più profondi. Il problema non deve mai essere nascosto, per fare chiarezza, occorre invece avere il coraggio di affrontarlo insieme, esaminandone ogni aspetto e ogni conseguenza. La sincerità deve essere uno degli strumenti di valutazione. Durante questo esame occorre concentrare l’attenzione sul problema contingente, evitando accuratamente di generalizzare o peggio di riandare con la memoria a cose ormai passate. Si cercherà di focalizzare soprattutto gli aspetti positivi, pur non trascurando di chiarire ombre e dubbi. Si narra in un apocrifo che Gesù stesse camminando coi suoi discepoli, allorquando uno di essi fece notare che al lato della strada vi era una carogna di un cane morto da diversi giorni. Tutti i suoi discepoli cominciarono ad elencarne i difetti e le brutture, invece Gesù volle far notare la bianchezza dei denti del cane. In ogni situazione, anche la più scabrosa, vi sono sempre elementi positivi che avremo cura di far risaltare. Infatti il far notare continuamente e solo gli aspetti negativi è distruttivo perchè può portare l’altro a perdere fiducia in se stesso e nella migliore delle ipotesi crea un arresto della crescita in termini di maturazione e talvolta addirittura può creare dipendenza ; mentre valorizzare gli aspetti positivi porta all’autonomia e i figli verso l’indipendenza. I modi di interagire fra di noi influiscono direttamente sulla formazione dei nostri figli ; essi saranno dolci e pacati nella misura in cui lo siamo stati noi. Non a caso vi è il detto che il seme non cade lontano dall’albero.Riusciamo ad ammettere serenamente i nostri errori, chiedendone scusa se occorre ? Ci è facile accettare i consigli e le osservazioni dell’altro ? Sappiamo, a nostra volta, correggere con delicatezza ? E’ segno di maturità riuscire a ridere dei propri difetti, e ad accettare con benevolenza, il richiamo cortese di chi ci vuole bene. Il lamentarsi con altri anziché con la persona interessata, non solo è inutile ma può essere addirittura dannoso perchè la critica fatta all’insaputa dell’altro è solo sterile pettegolezzo se non addirittura maldicenza. Meglio affrontare il problema faccia a faccia con chi ha provocato in noi disagio cercando sempre di spiegare lo stato d’animo che proviamo a causa dell’evento che non siamo riusciti ad accettare.

Evangelizzare in famiglia è quindi scegliere di essere coerenti con se stessi e con l’insegnamento di Gesù. Forti del suo esempio armati della sua Parola e uniti nella preghiera, trasformeremo la nostra casa in accogliente dimora dello Spirito Santo, prodigandoci nel servizio gli uni per gli altri, in modo che ogni componente ne senta il gioioso tepore, fino ad identificarla con il rifugio su cui contare dopo una giornata di lavoro, di studio o di svago.        

 

 

   

3 - La famiglia esempio per la comunità.

3a - La famiglia cristiana è aperta a tutta la comunità.

Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.                                               [Atti 2,42]

 

Q
uando la famiglia unita ama Gesù, vorrebbe far partecipi tutti gli altri delle stesse gioie e consolazioni di cui gode. Infatti il Signore benedice volentieri la famiglia unita e timorosa dei suoi precetti.  La tua sposa come vite feconda nell'intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa. [Salmo 128,3] Recita il salmista per sottolineare la bellezza della famiglia armoniosa, fedele e timorosa di Dio. Quando si arriva alla pienezza dell’amore, esso è talmente traboccante che lo si vorrebbe mettere al servizio anche degli altri. E’ possibile servire gli altri in mille modi. Dobbiamo essere consci che il nostro operato è come quello di una goccia d’acqua nell’oceano e che quello che importa è l’amore che riusciamo a donare agli altri. E’ come se avessimo dentro un fuoco e che volessimo trasmetterlo a tutti. Per evangelizzare non occorre essere predicatori o missionari e andare in Papuasia; una volta ci si preparava per partire ad annunziare la lieta novella per terre lontane. Ora occorre prepararsi per rimanere a rievangelizzare la nostra terra, perchè è proprio qui che ve ne maggior bisogno.Gli effetti della prima evangelizzazione avvenuta 2000 anni orsono si sono ormai esauriti.[2] Il luogo ideale dove operare sarà proprio la nostra Parrocchia, i modi saranno quelli più congeniali al nostro carattere e alle nostre capacità creative.  Occorre ravvivare in noi e negli altri la gioia dei misteri della Pasqua. Nei piccoli gesti saremmo attenti a chi ci circonda, tutto quello che faremo sarà fatto con l’unico scopo di servire. Una stretta di mano sorridendo durante lo scambio della pace, rinnoverà la fiducia nei nostri vicini di preghiera. La testimonianza di coppia potrà essere costruttiva già nei piccoli segni, ad esempio tenendoci per mano durante la recita del  “Padre Nostro”. Quando ci si reca alle funzioni, se possibile, invitiamo anche i nostri vicini di casa (quelli lontani dalla Fede) ; quelli cioè che in Chiesa non si vedono mai. Evitiamo il pettegolezzo, come fosse una malattia infettiva e diciamo sempre bene di tutti, creando così unità. Anche se non abbiamo il dono dell’ascolto, incominciamo ad imparare a lasciar parlare gli altri, è il solo modo di dimostrare loro la nostra considerazione.     

3b - La vigna del Signore ci sta aspettando.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,  non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. [1 Cor 13,4-6]

 

A
lla fine della giornata è bello, dopo aver chiuso la porta della propria casa al mondo, potersi ritirare nella propria camera e prepararsi ad un giusto e meritato sonno ristoratore. Questo è il momento migliore delle nostre riflessioni, qui è anche il tempo della verifica delle azioni compiute durante la giornata, l’Inno alla Carità sembra proprio adatto per questo esame. Si, perchè per evangelizzare non occorrono cose complicate o astruse, bensì basta da sola la Santità. Per fare il primo passo verso di essa bisognerebbe mettere in pratica i suggerimenti espressi così mirabilmente da San Paolo. Facciamo dunque una prova e sostituiamo al sostantivo “carità” la parola la “nostra coppia”   Rileggiamo ora in tono interrogativo di nuovo l’inno così modificato e rispondiamo punto per punto alle domande così originate. (La nostra coppia è paziente ? è benigna la nostra coppia ? Non è invidiosa la nostra coppia non si vanta....) Quanti più saranno i si risposti tanto più noi riusciremo ad essere evangelizzanti per chi ci sta attorno. E’ una bella responsabilità dichiararsi cristiani e poi non essere capaci di amore e di unione. Allora quanto più tenderemo alla Santità quanto più goderemo della simpatia delle persone di buona volontà e potremo essere missionari di Cristo. Non importa se poi Santi lo diverremo solo dopo morti quando saremo alla presenza di Dio, è invece importante incominciare ad impegnarsi seriamente, la Grazia del Signore farà poi il resto. Sarebbe bello poter operare in questa Vigna del Signore d’amore e d’accordo, ma occorre innanzi tutto fare i conti con il proprio orgoglio e decidersi una benedetta volta a mettersi al servizio degli altri senza pretendere di primeggiare. Cominceremo dalle piccole cose, semplicemente partecipando alla vita comunitaria daremo il nostro contributo rendendoci utili nelle cose che meglio sappiamo fare. Dal modo e dall’amore che metteremo nel compiere anche i più umili servizi i nostri amici cominceranno ad apprezzarci e ad imitarci.  Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il  più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il  potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come  il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse  colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che  serve. [Lc 22,24-27]    Spesso anche noi come gli apostoli, al tempo in cui  non avevano ancora capito completamente l’insegnamento di Gesù, ci poniamo il problema di chi debba decidere e comandare. Il Maestro ci insegna che dobbiamo avere obiettivi più importanti che non l’ambizione di voler essere a capo degli altri. “L’ambizione si procura il favore di chi sta al di fuori, porta il pericolo dentro, prima diventa serva, per poi dominare gli altri. Si inchina all’ossequio per essere adorata e, mentre ambisce di salire più in alto, si finge umile, poiché nel potere ciò che si vede è solamente ciò che sta in superficie ; infatti si comanda con le leggi agli altri, ma si serve a se stessi” [S. Ambrogio Vescovo]  Il nostro scopo deve essere unicamente portare la Buona Novella e per poterlo fare non esiste altro sistema che l’umile servizio verso gli altri. E’ bello immaginare  Gesù mentre serve a tavola i suoi discepoli ; è bello notare come Egli coglie sempre le occasioni più semplici per dare i suoi suggerimenti. Quale dottrina potremo mai portare noi agli altri ? Gesù ci chiede semplicemente di portare il suo messaggio di misericordia per i più piccoli, non ci sono richiesti dotti sermoni o catechesi, ma semplicemente di rendere ragione della speranza e della gioia che è in noi. Questo lo può fare chiunque abbia conosciuto veramente il Signore. Non occorre neanche studiare teologia per parlare dell’amore e della provvidenza di Dio, eppure quanto bene fanno queste parole di speranza se dette e confermate dalla testimonianza. 

3c - Il Signore non dimenticherà nemmeno il più piccolo gesto d’amore fatto ai più piccoli.

  Come sono belli sui montii piedi del messaggero di lieti annunziche annunzia la pace,messaggero di bene che annunzia la salvezza,che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».             [ Isaia 52,7]                                       
V
i è qui tutto il significato dell’annuncio, cioè l’esclamazione di gioia per il nostro Dio che regna consolando ogni afflizione. Non più aridità ma fertilità. Non più angoscia e violenza ma la felicità della libertà.  Senti? Le tue sentinelle alzano la voce,insieme gridano di gioia,poiché vedono con gli occhiil ritorno del Signore in Sion.                        [ Isaia 52,8]                                       Noi che siamo stati chiamati dal Signore, sappiamo bene che cosa significa tutto ciò; non vi sono parole che possano esprimere meglio il nostro stato di uomini liberi e di figli di Dio.  Nel nostro cuore vi è l’amore di Cristo che, come una sorgente di acqua viva, deve placare la sete dei nostri fratelli più lontani e più bisognosi.     Prorompete insieme in canti di gioia,rovine di Gerusalemme,perché il Signore ha consolato il suo popolo,ha riscattato Gerusalemme.                    [Isaia 52,9]                                       Chi sono coloro a cui ti rivolgi e vuoi riscattare o meraviglioso Maestro ? Tu Signore allora ci rispondi :  “Sono gli emarginati, sono i diseredati, sono i perseguitati, sono gli uomini e le donne perse, che compiono per vivere le cose più abbiette. Sono i giovani che mi cercano e non mi trovano e soffocano la loro sete di Dio nell’alcool, nella droga, nel sesso, nelle discoteche, nella musica assordante. Sono gli adulti che si sono buttati nel vortice della società e del lavoro sordi ad ogni sentimento, che  ricercano la chimera del successo e del prestigio per realizzarsi. Sono i vecchi nei cui occhi non vi è serenità ma solo angoscia. Questi amici miei sono i poveri di oggi, non scandalizzatevi !”  Il Signore ha snudato il suo santo bracciodavanti a tutti i popoli;tutti i confini della terra vedrannola salvezza del nostro Dio.                        scorreranno torrenti nella steppa.             [Isaia 52,10]             Amici, voi che amate il Signore, rispondete “Eccomi !” a Gesù che vi chiama oggi, c’è tanto bisogno di evangelizzazione, mettetevi umilmente al servizio di tutti nella famiglia, nella Parrocchia e fuori dalla Parrocchia. La vostra creatività, la vostra intelligenza, le vostre caratteristiche più belle sono doni dell’Altissimo ; metteteli al Suo servizio. La vita è una sola e occorre viverla bene, dedichiamola ai veri valori, facciamoci strumenti dello Spirito Santo, con pazienza e obbedienza. Facciamo si che un giorno possano dire di noi : “Veramente costoro sono uomini e donne di Dio”. 


[1] Tarcisio Mezzetti, ...e il deserto diventerà una città - Riflessioni per un accompagnamento spirituale, Grafica : Antonio Cristaldi - ( Enna Gennaio 1997)

[2] Dopo duemila anni, infatti, il Cristianesimo, sviluppatosi dal sangue dei martiri, ha subito un opera di scristianizzazione distruttiva operata dal relativismo postmoderno, dalla secolarizzazione e dalla soppressione di ogni valore e di ogni riferimento  a Dio. Alla minoranza dei cristiani che non hanno ceduto alla tentazione della apostasia a favore di una cultura disposta al compromesso con le idee anticristiane, è richiesto di essere evangelizzatori. In particolare la famiglia deve essere la prima testimone (martire = testimone) della nuova evangelizzazione. [Cfr anche “Pietro Cantoni e Marco Invernizzi, Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica, Mimep-Docete (Milano 1994)”]

    
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