https://www.facebook.com/pages/Evangelium/447120875339778?fref=tsDite agli smarriti di cuore "Ecco il vostro Dio ...." (Is 35)
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Kerigma_5

Last Update: 9/24/2011 8:58 PM
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9/24/2011 8:34 PM
 
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5 - Integrarsi nella comunità.

5a - Vivere coi fratelli è l’esperienza d’amore più difficile ma è anche la più bella.

 Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. [Atti 2,42]

 

Q
uando la comunità è unita e ama Gesù, deve far partecipi tutti gli altri delle stesse gioie e consolazioni di cui gode. Infatti il Signore benedice volentieri la comunità unita e timorosa dei suoi precetti. Nel far questo occorre prestare attenzione anche ai minimi particolari, perchè ognuno ha la sua sensibilità e ha bisogno di sentirsi capito. Ognuno ha caratteristiche particolari irripetibili e perdere anche uno solo dei nostri fratelli significa rinunciare alla preziosità del suo essere.  E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti ,altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.[1] E’ possibile servire il prossimo in mille modi. I servizi che si possono svolgere in una comunità sono molteplici e vi sono più di una richiesta da esaudire per chi vuole darsi da fare. Per cui, per chi inizia, si tratta di mettersi a disposizione degli altri con pazienza, perchè non è facile essere capiti ed apprezzati fin dal primo momento. L’entusiasmo iniziale, quando è frenato, genera un senso di frustrazione in chi vuole essere d’aiuto e non riesce ad inserirsi nella comunità. Gli anziani dovrebbero essere attenti ad individuare questi bisogni e far spazio generosamente a queste aspettative di collaborazione. Il proverbio dice che chi fa da sè fa per tre, ma non è così nel nostro caso, perchè Gesù esplicitamente ci chiede di fare comunione con i nostri fratelli in Lui. Perciò non è importante l’efficacia o l’efficienza con cui tutto viene svolto, è invece essenziale il coinvolgimento e il fare le cose insieme ordinatamente, anche se questo può comportare di impiegare molto più tempo. Non dimentichiamo mai che lo scopo della comunità è proprio quella di fare corpo insieme, e non un corpo qualsiasi, bensì quello di Gesù !  

Così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e

ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.[2]

 Perchè si possa ancora ripetere la constatazione di Paolo occorre formare la comunità. Essa è l’esperienza più bella  ma è anche la più difficile. Non è facile il confronto con gli altri ! Ma se vogliamo veramente seguire l’insegnamento di Gesù, non possiamo farne a meno. Occorre vincere le proprie resistenze e darsi completamente agli altri, con umiltà e servizio. Tante volte non è questione di capire il Vangelo, quanto invece di essere capaci di viverlo. Con che coraggio  inviteremo nelle comunità i fratelli che ne sono fuori se poi non li sapremo accogliere. Sarebbe come invitare degli ospiti a cena e non avere nulla da apparecchiare, oppure addirittura sarebbe come se non ci facessimo trovare in casa quando essi vengono a farci visita. Parleremo forse di festa e poi ci vestiremo a lutto ? Annunzieremo la gioia e li accoglieremo con tristezza ? Se non siamo capaci di vivere il Vangelo chiediamo allo Spirito di Dio che ci mostri quali siano le nostre mancanze, dopo potremo cominciare a fare i primi passi. L’umiltà è il primo obiettivo da raggiungere. Se non saremo umili come potremo lavare i piedi ai nostri fratelli ? Se non saremo in grado di lavare loro i piedi, come potremo dirci discepoli di Gesù ?    Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa,  il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere  meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua  ammirabile luce;  voi, che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di  Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia , ora invece avete  ottenuto misericordia [3]  edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.[4]

5b - Nella vigna del Signore nessuno sta in ozio.

E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.[5]

 L’inno alla carità è un esame di coscienza necessario a chi vuole cimentarsi nella vita comunitaria. E’ un esercizio molto impegnativo, perchè la cosa più facile è quella di non avvedersi dei propri difetti. Occorre invece riesaminare ogni azione ogni pensiero ed ogni omissione della giornata. Se lo Spirito Santo ce lo concederà, ne scopriremo delle belle sul nostro conto ! Scopriremo ad esempio di essere stati anche invidiosi della grazia degli altri, gelosi dell’operato altrui, scopriremo anche di non aver resistito al pettegolezzo anche se camuffato da buone intenzioni.  voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.[6] Allora però non dovremo scoraggiarci, ringrazieremo invece il Signore per il privilegio che ci ha fatto di farci scoprire peccatori e ci impegneremo col Suo aiuto a combattere meglio la nostra buona battaglia quotidiana contro le nostre debolezze. Non dobbiamo accettare di essere così meschini da sentirci superiori agli altri o di essere invidiosi o gelosi e di non sapere nemmeno sorvolare sulle carenze del prossimo. E’ importante che ce ne rendiamo conto anche se certamente con questi difetti non ci piaceremo e nemmeno piaceremo al nostro Maestro, anche se sarà sempre pronto a perdonarci e a consolarci in attesa che si ricominci tutto da capo. Questa purificazione è molto importante e non può essere trascurata. I soldati del Regno di Dio si preparino alla battaglia cantando proprio l’inno alla carità, è solo così potranno essere vincenti. E’ una bella responsabilità dichiararsi cristiani e poi non essere capaci di amore e di unione. Allora quanto più tenderemo alla Santità, quanto più goderemo della simpatia di Dio e delle persone di buona volontà e potremo essere veri missionari di Cristo. Non importa se poi santi lo diverremo solo dopo morti quando saremo alla presenza di Dio. E’ importante incominciare ad impegnarsi seriamente da subito ; la Grazia del Signore farà poi il resto. Sarebbe bello poter operare in questa Vigna del Signore d’amore e d’accordo, ma occorre innanzi tutto fare i conti con il proprio orgoglio e decidersi una benedetta volta a mettersi al servizio degli altri senza pretendere di primeggiare. Cominceremo dalle piccole cose, semplicemente partecipando alla vita comunitaria daremo il nostro contributo rendendoci utili nelle cose che meglio sappiamo fare. Dal modo e dall’amore che useremo nel compiere anche i più piccoli servizi i nostri amici cominceranno ad apprezzarci e a frequentarci.  Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il  più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il  potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come  il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse  colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che  serve. [Lc 22,24-27]    Spesso anche noi come gli apostoli, al tempo in cui  non avevano ancora capito completamente l’insegnamento di Gesù, ci poniamo il problema di chi debba decidere e comandare. Il Maestro ci insegna che dobbiamo avere obiettivi più importanti che non l’ambizione di voler essere a capo degli altri. “L’ambizione si procura il favore di chi sta al di fuori, porta il pericolo dentro, prima diventa serva, per poi dominare gli altri. Si inchina all’ossequio per essere adorata e, mentre ambisce di salire più in alto, si finge umile, poiché nel potere ciò che si vede è solamente ciò che sta in superficie ; infatti si comanda con le leggi agli altri, ma si serve a se stessi” [S. Ambrogio Vescovo]  Il nostro scopo deve essere unicamente di vivere cristianamente e per poterlo fare non esiste altro sistema che l’umile servizio verso gli altri. E’ bello immaginare  Gesù mentre serve a tavola i suoi discepoli ; è bello notare come Egli coglie sempre le occasioni più semplici per dare i suoi suggerimenti.Gesù ci chiede semplicemente di rendere ragione della speranza e della gioia che è in noi. Questo lo può fare solo chiunque Lo abbia conosciuto veramente. Perchè tutti siano all’opera occorre molto ingegno e un poco di buona volontà. La comunità deve essere aperta non solo agli adolescenti e ai bambini, ma anche agli adulti e ai vecchi, i quali devono condividere la gioia e se occorre la sofferenza con spirito di carità. Nessuno deve restare con le mani in mano senza far nulla, per cui le attività saranno molteplici : teatro, recital, musica, canto, sport, gioco, pittura, disegno, sintesi, murales, e chi più ne ha ne metta. Ogni attività farà capo ad uno “specialista” il quale si metterà volentieri al servizio degli aspiranti avendo cura che tutto il gruppo che riferisce a lui sia operoso e coinvolto. Per cui si creeranno tanti gruppi quante sono le specializzazioni. Sarebbe opportuno far fare ogni esperienza a turno ai vari gruppi. Essi porteranno il frutto del loro impegno alla comunità intera (Parrocchia) dando così l’occasione a tutti di gioire insieme. Occorre istituire anche una serie di servizi per la comunità che i gruppi a turno si preoccuperanno di accudire con la miglior diligenza possibile. I servizi potranno essere quelli dell’animazione dell’ordine e dell’accoglienza. Non si trascurerà di affidare a chi ne ha la preparazione e la predisposizione l’incarico dell’insegnamento. Oltre ai catechisti e agli operatori per gli adolescenti e i bambini, si istituiranno gruppi di condivisione per adulti coordinati da guide che abbiano precisi itinerari spirituali da seguire : il Vangelo innanzitutto, poi la catechesi saranno proposti attualizzandoli e calandoli nella realtà della Parrocchia, mediante mimi, recite, giochi e qualsiasi altra attività ; tutto sarà impregnato dell’insegnamento del Vangelo. Sarebbe opportuno che a preparare la liturgia fossero a turno i vari gruppi. Uno speciale riguardo sarà rivolto all’adorazione Eucaristica, tutti saranno entusiasti di potersi alternare durante l’orario di apertura dell’oratorio davanti al Santissimo esposto. Sarà istituita allo scopo una lista per assicurare la continuità ; naturalmente, oltre agli incaricati, chiunque altro potrà accostarsi volontariamente alla preghiera in adorazione, cui sarà data primaria importanza. Le commissioni pastorali, dove esistano, avranno il compito di supportare i vari servizi coordinandone l’esecuzione. L’oratorio dovrà gradatamente tendere ad essere aperto a tutti, tutte le sere dei giorni feriali e per tutta la durata della giornata il sabato e la domenica.           Ogni attività deve essere compiuta con amore e disponibilità dando la precedenza al coinvolgimento di tutti anche a scapito dell’efficienza. E’ più importante che tutti entrino nel regno dei cieli, anche se lentamente, che non solo pochi privilegiati. Accompagniamoci con pazienza e umiltà in questo meraviglioso viaggio verso Gesù, tenendoci per mano con l’attenzione rivolta specialmente a chi fa più fatica, se occorre portando in braccio chi non riesce a camminare.  

5c - Mettiamoci all’opera perchè queste non rimangono soltanto belle parole.

  Ora si tratta di concretizzare i progetti fatti per realizzare il Regno di Dio anche nella nostra Parrocchia. Per far questo suggeriamo a titolo indicativo una serie di interventi che servano a stimolarne l’attuazione pratica. Occorre innanzitutto stilare un elenco di servizi che si vogliono istituire nella propria Parrocchia a cominciare da quelli basilari : accoglienza, preghiera, animazione. Questo elenco debitamente presentato sarà proposto all’assemblea, cui verrà richiesto di rendersi disponibile senza porre alcun limite al numero dei partecipanti. Formati i gruppi essi saranno inizialmente guidati da chi ne abbia già fatta l’esperienza attingendo alle metodologie di cui si è arricchita la Chiesa specialmente negli ultimi tempi. Abbiamo elencato una serie di servizi utili alla comunità ; ne prenderemo in considerazione però uno solo a titolo esemplificativo, tutti gli altri potranno essere impostati similmente. Prendiamo per primo, come esempio e non a caso, il servizio di accoglienza ed esaminiamo come poter dar vita al gruppo ad esso preposto. Formato il gruppo semplicemente con le adesioni di entusiasti volontari si darà vita ad una attività di formazione strutturata in maniera semplice ma efficace. Tessuto connettivo di tutto il cammino di formazione sarà la preghiera e lo studio del Vangelo. Teoria e pratica andranno di pari passo con esempi ed esercitazioni ; un vero corso pratico che abbia la caratteristica di essere oltre che impegnativo, gioioso e ricco di creatività. Obiettivo di questo impegno sarà quello di formare una vera e propria piccola comunità formata da laici coordinata dai religiosi della parrocchia che abbia come obiettivo l’accoglienza e l’inserimento dei nuovi arrivati. Suo specifico compito sarà proprio quello di favorire la comunicazione e l’unione, in una parola, la comunione dei fratelli, aiutandoli a smussare ogni problema che dovesse sorgere, in modo da favorirne la serena e armoniosa convivenza. Nella stessa maniera si darà origine alle altre piccole comunità con l’intento di creare un nucleo forte costituito da cristiani maturi nella fede e testimoni dell’amore di Gesù. Naturalmente tutto avverrà nell’ordine e nel rispetto dei coordinatori che riferiranno sempre in obbedienza ai sacerdoti e ai loro delegati i quali sono i responsabili dell’attuazione di questo meraviglioso progetto. Comune denominatore di tutte le attività dei gruppi sarà l’Annuncio del Vangelo di Gesù ; allora il Signore realizzerà ancora quello che accadeva nella prima comunità :         Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli enell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.[7]  

 

                      


[1] Ef 4,11-13

[2] Rm 12,5

[3] 1 Pt 2,9-10
[4] Ef 2,20
[5] 1 Cor 13,3-8

[6] 1Tm 3,15

[7] Atti 2,42-48
[Edited by maxis35 9/24/2011 8:58 PM]
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