https://www.facebook.com/pages/Evangelium/447120875339778?fref=tsDite agli smarriti di cuore "Ecco il vostro Dio ...." (Is 35)
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KERIGMA_1_a

Last Update: 9/24/2011 9:01 PM
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9/24/2011 8:12 PM
 
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1 - Esperienze dell’amore di Dio e della nostra condizione di peccatori

1a - Dio ti ama adesso, così come sei

Lasciati amare dal Signore !

Benedici il Signore, anima mia:

dal profondo del cuore loda il Dio santo.

Benedici il Signore, anima mia:

non dimenticare tutti i suoi doni.

Egli perdona tutte le mie colpe,

guarisce ogni mia malattia.

Mi strappa dalla fossa della morte,

mi circonda di bontà e tenerezza,

mi colma di beni nel corso degli anni,

mi fa giovane come l'aquila in volo.

Il Signore agisce con giustizia:

vendica i diritti degli oppressi.

Ha rivelato i suoi piani a Mosè,

le sue opere al popolo d'Israele.

Il Signore è bontà e misericordia;

è  paziente, costante nell'amore.

Non rimane per sempre in lite con noi,

non conserva a lungo il suo rancore.

Non ci ha trattati secondo i nostri errori,

non ci ha ripagati secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra,

grande è il suo amore per chi gli è fedele.[1]

      
C
ome ti ama il Signore non ti può amare nessuno.  Il suo è un amore speciale ; al centro delle sue attenzioni ci siamo tutti noi, ma in particolare si può dire con certezza che c’è ognuno di noi. Tanto che anche tu puoi dire : “Dio ama me in modo veramente esclusivo ; io sono importante per Lui”. Se tu analizzi la tua vita, non puoi non accorgerti di quante  attenzioni sei stato  fatto oggetto. Se tu non ne fossi convinto, oppure se avessi difficoltà a trovare questi segni, dovresti riflettere prendendo spunto da tutto ciò che il creato ti mette sotto gli occhi in ogni momento. Le occasioni non mancheranno di certo, proprio a partire dalle cose più semplici, quelle che hai a portata di mano. Come è lontano l'oriente dall'occidente, egli allontana da noi le nostre colpe.Come è buono un padre con i figli, è tenero il Signore con i suoi fedeli. Egli sa come siamo fatti, non dimentica che noi siamo polvere.I giorni dell'uomo durano come l'erba, fioriscono come un fiore di campo:appena il vento lo investe, scompare e non lascia traccia.Ma l'amore del Signore dura per sempre per quelli che credono in lui, la sua grazia si estende di padre in figlioper chi non dimentica il suo patto e osserva i suoi comandamenti.[2] Se dall’opera si stima l’autore, dall’osservazione della natura si dovrebbe per analogia (Sap 13) intuire la grandezza  di Chi l’ha creata.  È finito l'inverno, sono terminate le piogge.  Già spuntano i fiori nei campi,[3]

La primula.

E’ un piccolo fiore che spunta all’inizio della primavera dalle nostre parti, nei posti umidi, di preferenza vicino ai ruscelli. La corolla fatta come un calice è semplice e è formata di cinque petali di un bel colore giallo vivo. Non ci si stancherebbe mai di guardarla ; l’effetto che da è quello di una grande tenerezza unito alla freschezza e alla delicatezza, il profumo è molto delicato e ricorda quello della neve appena caduta. Sboccia in grandi mazzi, ed è bello vedere queste macchie tra l’erba marzaiola delle ripe scoscese dei boschi e dei prati.  Quando si osserva una  primula viene spontaneo pensare alla delicatezza. Ogni particolare di questo piccolo capolavoro rivela la sapiente tenerezza del suo Artefice. Essa denota in Chi l’ha pensata una grande semplicità d’animo ed una particolare attenzione alle cose umili e belle. la stagione del canto ritorna. Si sente cantare la tortora.[4]

 La cinciallegra.

E’ un uccellino molto grazioso dal becco sottile, che riempie col suo cinguettio festoso ogni giardino e bosco. Il suo canto non è particolarmente modulato, ma il colore delle penne è variopinto ; dall’azzurro delle ali al giallo del dorso, dal verde oliva della schiena al nero della testa, e le guance sono completamente bianche. La nidiata è numerosa, addirittura dagli otto ai dodici piccoli, che entrambi i genitori nutrono dandosi un gran da fare durante tutto il tempo dello svezzamento. Pur se di piccole dimensioni la cincia dimostra un coraggio non comune, anche di fronte a nemici notevolmente più imponenti di lei, specialmente per proteggere la sua prole, per la quale è disposta a dare la vita.      Anche questo è un esempio di come la creazione sia pregna  d’amore.  Dio ha riposto molta attenzione a che questo sentimento fosse alla base della vita che da Lui è scaturita. E se talvolta l’uomo sembra non rispettare questa norma, l’amore rimane comunque il pilastro portante della vita. L’uomo ha in se capacità meravigliose di amare, ma ha anche la terribile libertà di scegliere di odiare. Non ostante questo il Creatore rimane eternamente fedele alla sua creazione.   Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia .[5] «Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà.»[6] Si dimentica forse una donna del suo bambino,così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se queste donne si dimenticassero,io invece non ti dimenticherò mai.[7] In questa epoca, definita appropriatamente anche come “civiltà della morte”, dove l’eutanasia e l’aborto sono addirittura ritenute conquiste sociali acquisite, è interessante riflettere sull’ affermazione di Dio che se anche una madre dovesse avere in odio la vita che fiorisce nel suo grembo, Lui invece rimarrebbe fedele alle sue creature ! Egli si commuove della vita che ha creato. Anche se l’uomo si adatta a tutto persino alle nefandezze, Dio nella sua magnificenza ne ha pietà ed è pronto a perdonarlo, e ad accettare che tutto ricominci da capo.  Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe,che ti ha plasmato, o Israele:«Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni ».[8]          Ascoltatemi, o isole,  udite attentamente, nazioni lontane;      il Signore dal seno materno mi ha chiamato,     fino dal grembo di mia madre ha pronunziato      il mio nome[9]. Sono grato a Colui che in tutto ha potere di fare  molto più di quanto posso domandare o pensare, secondo la potenza che Egli già opera in me. L’amore di Dio, infatti, che già agisce con potenza in noi e in tutte le cose, fa molto di più di quanto noi possiamo domandare o pensare. [10] Dio ha talmente amato gli uomini da mandare il suo unico Figlio, Gesù, a vivere presso di noi. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mioprediletto, nel quale mi sono compiaciuto »[11]. Gesù mosso da compassione, ha operato miracoli di misericordia moltiplicando il pane ed i pesci quando necessario, rendendo possibili pesche miracolose, guarendo i poveri, i ciechi, i sordi, i lebbrosi e risuscitando in più occasioni anche i morti. Tutta la vita terrena di Gesù è permeata di pietà e di amore verso l’umanità, spogliatosi di tutta la sua regalità è stato fedele alla sua missione fino alla morte e alla morte di Croce (Fil. 2,6-11).  Gesù proclama che il suo regno non è di questo mondo e chiede di scegliere tra la Sua Croce ed il resto del mondo promettendo la vera Vita, la Pace e la Gioia  a chi lo seguirà. Gesù parla in parabole perché chi le capisce possa ricavarne giovamento e chi non le capisce possa esserne ugualmente giustificato davanti al Padre. Gesù libera dal demonio i posseduti e gli ossessi, ... Egli, il Buon Pastore, lascia la sicurezza del gregge per andare in cerca dell’unica pecorella smarrita. Gli uomini dal canto loro non lo hanno capito ; non si sono resi conto di quale meraviglia si compiva sotto i loro occhi, e hanno soffocato la speranza che stava già facendosi strada nel loro cuore per la stessa Parola di Gesù. Lo hanno odiato senza ragione. Seppure conscio di quello che gli uomini gli avrebbero fatto, Egli ha affermato egualmente :Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.[12] Resi forti nell’amore dalla sua grazia, possiamo affermare che noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. (1 Gv 4,19) Egli pensa a noi prima della nascita, durante la vita, nel momento della morte e dopo la morte stessa.   Noi siamo in confronto all’universo piccoli come i granelli di sabbia, ma di fronte a Dio siamo importanti quanto l’intero universo, Egli ci conosce tutti, nessuno escluso, ad uno ad uno, e ci considera amici e ci chiama confidenzialmente per nome.            Al mio nascere tu mi hai raccolto,      dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio[13].  Noi apparteniamo a Lui, anche se spesso ce ne dimentichiamo, anche se ci ribelliamo, perchè il nostro Dio, è fedele e coerente, a differenza di noi che talvolta siamo ingrati ed  in contrasto addirittura con noi stessi.       Ogni uomo è come l'erba     e tutta la sua gloria è come un fiore del campo.[14]  

E’ vero che Dio ci ha creati fragili come il fiore del campo, ma ci ama e non cessa mai di pensare a noi, neanche dopo la nostra morte. Non devono esservi dubbi in proposito ; Gesù ci dice che è stato preparato nei cieli un posto per ognuno di noi; questa affermazione ci deve confortare e rassicurare al tempo stesso. La speranza di ritrovare le persone care nella vita eterna, nel Regno dei Cieli, deve aiutarci a sopportare con fiducia il tempo del distacco, tutti siamo destinati a compiere questo passo, però vi è la certezza che ci ritroveremo tutti nuovamente. Leggiamo infatti nel Vangelo di  Giovanni al capitolo 14 che cosa afferma Gesù:

 

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me, Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via” [15]

        


[1] Salmo 103 (I parte) Bibbia Interconfessionale

 
[2] Salmo 103 (II parte) Bibbia Interconfessionale
[3] Cantico 2,12 Bibbia Interconfessionale
[4] ibidem
[5] Is 54,10
[6] Ger 31,3
[7] Is 49,15
[8] Is 43,1
[9] Isaia 49,1 - Nella tradizione ebraica il nome è molto importante ed  ha un particolare significato : può indicare una speciale caratteristica del neonato, come il suo carattere o  la missione a cui è destinato o esprimere un sentimento nutrito verso Dio in quel particolare momento dai genitori. E’, quindi, per un particolare riguardo che Dio pone attenzione nel chiamarci per nome. Anche nella nostra società è usuale chiamare per nome le persone con le quali c’è una particolare confidenza e amicizia. Dio ci tiene ad affermare di essere amico dell’uomo.    
[10]   cfr Ef 3,20
[11] Mt 3,17
[12]  Gv 15,16
[13] Salmo 22,11
[14] Isaia 40,6
[15] Gv 14,1-4

[Edited by maxis35 9/24/2011 9:01 PM]
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