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Briciole per l'evangelzzazione

Last Update: 6/13/2011 5:48 PM
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5/30/2011 12:54 PM
 
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Briciole per l'evangelzzazione ad uso dei laici ; tratte dall'enciclica di Giovanni Paolo II
Ho riassunto in una paginetta i punti che trattano dell'evangelizzazione laica tratti dall' Enciclica Redemptoris Missio di Giovanni Paolo II. Potete usarli come ho fatto io a scopo didattico, spero possano esservi utili. Intervenite pure con vostre considerazioni, appunti, aggiunte, etc.. tutto quanto possa essere utile in materia (purchè di vostra produzione) .
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Sintesi
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Lettera enciclica circa la permanente validità del mandato missionario di Giovanni Paolo II REDEMPTORIS MISSIO (7 dicembre 1990 in occasione del XXV anniversario del decreto conciliare ad gentes)
INTRODUZIONE: NESSUN CRISTIANO PUO’ SOTTRARSI AL DOVERE SUPREMO DI ANNUNZIARE CRISTO A TUTTI I POPOLI.
E’ lo Spirito che spinge ad annunziare le grandi opere di Dio: “Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1Cor 9,16). I frutti missionari del concilio: più chiese…più profondo inserimento delle comunità cristiane nella vita dei popoli…scambio di beni spirituali tra le chiese…l'impegno evangelizzatore dei laici sta cambiando la vita ecclesiale…le chiese si aprono all’incontro, al dialogo e alla collaborazione con i membri di altre chiese cristiane e religioni. Soprattutto si sta affermando una coscienza nuova: cioè che la missione riguarda tutti i cristiani, tutte le diocesi e parrocchie, le istituzioni e associazioni ecclesiali. Come la spinta missionaria è segno di vitalità, così la sua diminuzione è segno di crisi di fede. La missione rinnova la chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, da nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! L’evangelizzazione costituisce il primo servizio che la chiesa può rendere a ciascun uomo, il quale conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza. Essa costituisce perciò elemento prioritario ed ha caratteristica di urgenza. “Cristo redentore rivela pienamente l’uomo a se stesso…L’uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo deve avvicinarsi a Cristo. La redenzione, avvenuta per mezzo della croce, ha ridato definitivamente all’uomo la dignità e il senso della sua esistenza nel mondo” (Redempori hominis) l’attività missionaria ha un solo fine: servire l'uomo rivelandogli l'amore di Dio, che si è manifestato in Gesù Cristo. Popoli tutti aprite le porte a Cristo! Il suo vangelo nulla toglie alla libertà dell’uomo, al dovuto rispetto delle culture, a quanto c’è di buono in ogni religione. Accogliendo Cristo, voi vi aprite alla parola definitiva di Dio, a colui nel quale Dio si è fatto pienamente conoscere e ci ha indicato la via per arrivare a lui. Il numero di coloro che ignorano Cristo e non fanno parte della chiesa è in continuo aumento, anzi dalla fine del concilio è quasi raddoppiato. Per questa umanità immensa, amata dal Padre che per essa ha inviato il suo Figlio, è evidente l’urgenza della missione. Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli.
[Edited by maxis35 6/13/2011 5:48 PM]
5/30/2011 1:08 PM
 
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1. GESU’ CRISTO UNICO SALVATORE
GESU’ CRISTO UNICO SALVATORE

• “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”(Gv 14,6)

“Nel nome di Gesù Cristo…costui vi sta innanzi sano e salvo…In nessun altro c’è salvezza, non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo, nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,10.12).

• La fede in Cristo è una proposta alla libertà dell’uomo

“la persona umana ha diritto alla libertà religiosa” (concilio ecum. vat II)
L’annunzio e la testimonianza di Cristo, quando sono fatti in modo rispettoso delle coscienze, non violano la libertà. La fede esige la libera adesione dell’uomo, ma deve essere proposta, poiché tutti hanno il diritto di conoscere la ricchezza del mistero di Cristo, nel quale ognuno può trovare, in una pienezza insospettabile, tutto ciò che essa cerca a tentoni su Dio, sull’uomo e sul suo destino, sulla vita e sulla morte.

• La chiesa segno e strumento di salvezza

Prima beneficiaria della salvezza è la chiesa: il Cristo se l’è acquistata col suo sangue(cf At 20,28)
Comunque Dio ama tutti gli uomini e accorda loro la possibilità della salvezza (cf. Tm 2,4)
ed ha costituito Cristo come unico mediatore, tutti gli uomini, quindi, sono chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio…e ad essa in vario modo appartengono sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia tutti gli uomini universalmente, chiamati a salvezza dalla grazia di Dio.



• La salvezza è offerta a tutti gli uomini:

“Salvezza in Cristo” e “chiesa ad essa subordinata” congiuntamente favoriscono la comprensione e la sperimentazione della misericordia di Dio. La salvezza, dono dello Spirito, esige la collaborazione dell’uomo per salvare sia se stesso che gli altri.
Cristo è morto per tutti, pertanto possiamo ritenere che lo Spirito Santo dona a tutti la possibilità di salvezza, anche a chi, per condizioni socio-culturali o per educazione ad altre tradizioni religiose, non ha potuto avere la possibilità di conoscere o di accettare il Vangelo e di entrare a far parte della chiesa. Per questo il concilio afferma che il mistero pasquale ha valore per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore opera la grazia, nel modo che Dio conosce.



• Noi non possiamo tacere (At 4,20)

“io non mi vergogno del Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”(Rm 1,16) i martiri (che danno testimonianza) cristiani danno la vita per testimoniare agli uomini questa fede convinti che ogni uomo ha bisogno di Gesù Cristo, il quale ha sconfitto il peccato e la morte e ha riconciliato gli uomini con Dio. La chiesa non può fare a meno di proclamare che Gesù è venuto a rivelare il volto di Dio e a meritare, con la croce e la risurrezione, la salvezza per tutti gli uomini. Infatti aprirsi all’amore di Cristo è la vera liberazione perché soltanto in lui siamo liberati da ogni alienazione e smarrimento, dalla schiavitù al potere del peccato e della morte.
Cristo è veramente “la nostra pace”(Ef 2,14) è “l’amore di Cristo che ci spinge” (2Cor 5,14) dando senso e gioia alla nostra vita. Come noi viviamo la missione è l’indice esatto della nostra fede
5/30/2011 1:09 PM
 
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2. IL REGNO DI DIO

La salvezza consiste nel credere e accogliere il mistero del Padre e del suo amore, che si manifesta e si dona in Gesù mediante lo Spirito.
In questo modo si compie il regno di Dio, preparato dall’antica alleanza, attuato da Cristo e in Cristo, annunciato a tutte le genti dalla chiesa, che opera e prega affinché si realizzi in modo perfetto e definitivo

• Cristo rende presente il Regno:

Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,14-15; cf. Mt 4,17; Lc 4,43). Gesù stesso è “la buona novella”: L’efficacia della azione di Gesù sta nella totale identificazione col messaggio che annunzia, infatti egli non solo proclama la buona novella e la attua con l’azione ma è la buona novella!
La realtà del Regno di DIO è fà vicina e comincia ad attuarsi.

• Caratteristiche del Regno

- Destinato a tutti gli uomini, soprattutto ai poveri
- Nel Regno di DIO non vi saranno più malattie e sofferenze
- E’ già in atto progressivamente [i miracoli e la liberazione dalle possessioni del demonio sono segni che il “Regno di Dio e giunto fra voi”(Mt 12,28)], man mano che gli uomini imparano ad amarsi a perdonarsi a servirsi reciprocamente.

• Nel Risorto il Regno si compie ed è proclamato

Resuscitando Gesù dai morti, Dio ha vinto la morte e in lui ha inaugurato definitivamente il suo Regno. Gesù è durante la vita terrena profeta del Regno, dopo la sua passione e morte, risurrezione ed ascensione al cielo, partecipa della potenza di Dio e del suo dominio sul mondo (cf. Mt 28,18; At 2,36; cf Ef 1,18-21). La risurrezione conferisce una portata universale al messaggio di Cristo, alla sua azione e a tutta la sua missione. I discepoli avvertono che il Regno è già presente nella persona di Gesù e viene gradualmente instaurato nell’uomo e nel mondo mediante un misterioso legame con lui. Lo annunciano come lo annunciava Gesù (kerigma di Gesù) e proclamano l’evento Gesù Cristo (kerigma degli apostoli).

• Il Regno in rapporto a Cristo e alla chiesa

Il Regno non è antropocentrico, nel senso riduttivo del termine, cioè non è una realtà tutta umana e secolarizzata il cui fine è la liberazione socio economica e politica ed anche culturale ed estraneo al trascendente, perché pur promuovendo valori innegabili, rischia, in tal modo di vanificarne l’opera, traducendosi in una delle ideologie di progresso puramente terreno. Il regno di Dio, invece, “non è di questo mondo…” (Gv 18,36).
Il Regno non è nemmeno regno centrico, cioè non è una chiesa tutta occupata a testimoniare il Regno e a promuovere esclusivamente i valori della pace, della giustizia, della libertà, della fraternità, favorendo il dialogo tra i popoli, culture e religioni al fine, arricchendosi vicendevolmente, di avvicinarsi sempre più verso il Regno, riducendo il messaggio di Gesù unicamente ad una ideologia e tralasciando di parlare di Gesù Cristo e tacendo sul mistero della Redenzione.
Il Regno non è disgiunto né da Cristo né dalla Chiesa e si manifesta nella stessa persona di Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, il quale è venuto a servire e a dare la sua vita in riscatto per molti” (Mc 10,45). Altrimenti non si ha più il regno di Dio rivelato da Gesù e si finisce per distorcerne il senso, che si trasforma in un obiettivo puramente umano o ideologico, conferendo a Cristo un’identità puramente ideologica. Parimenti la chiesa è indissolubilmente unita al Cristo ed al Regno di Dio, in quanto originata da Cristo stesso con il dono dello Spirito Santo.

• La chiesa a servizio del Regno

- Chiama tutti alla conversione invitando ad accogliere Cristo perché “A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome” (Gv 1,12).
Serve il Regno fondando comunità e istituendo chiese aperte alla carità ed alla fede, dando origine a servizi alle persone ed alla società, nella comprensione e nella stima delle istituzioni umane.
- Diffonde nel mondo i “valori evangelici” aiutando gli uomini ad accogliere il disegno di Dio.
Anche se la realtà del Regno può trovarsi al di là dei confini della chiesa perché lo Spirito soffia dove vuole (cf Gv 3,8) , tale dimensione è incompleta se non è coordinata con la realtà del Cristo presente nella chiesa.
- Intercede perché sia fatto il Regno, e perché cresca e sia accolto da tutti, fino a quando Cristo “consegnerà il Regno a Dio Padre” e “Dio sarà tutto in noi”.



5/30/2011 1:10 PM
 
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3. LO SPIRITO SANTO PROTAGONISTA DELLA MISSIONE

Lo Spirito continua l’opera salvifica iniziata con la missione messianica di Gesù diventando presente nel ministero pasquale in tutta la sua divinità. Tramite gli apostoli e la chiesa a cui Gesù ha affidato il suo mandato dell’annuncio ed operando anche in chi ascolta.

• “L’invio “fino agli estremi confini della terra” (At 1,8)

“mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni …Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20; Mc 16,15-18; Lc 24,46-49; Gv 20,21-23) Le varie forme del mandato contengono questi punti:
- dimensione universale tutte le nazioni (mt 28,19); in tutto il mondo, ad ogni creatura(Mc 16,15) tutte le genti (lc 24,47) “fino agli estremi confini della terra (At 1,8)
- assicurazione di non essere mai lasciati soli e di ricevere la forza e i mezzi per la missione (potenza dello Spirito ed assistenza di Gesù)
Il missionario è invitato da Gesù a credere alla potenza trasformatrice del Vangelo e ad annunziare ciò che Luca illustra bene, cioè la conversione all’amore e alla misericordia di Dio e l’esperienza di una liberazione radicale dal male. Come tu mi hai mandato nel mondo anch’io li ho mandati nel mondo” (Gv 17,8) L’annuncio della vita eterna è conoscenza dell’unico vero Dio e di colui che ha inviato cioè Gesù Cristo” (Gv 17,3)

• Lo Spirito guida la missione

Paolo e Barnaba sono spinti dallo Spirito verso i pagani, il che non avviene senza tensioni e problemi. Nel primo concilio di Gerusalemme si stabilisce che non è necessario che i gentili si sottomettano alla legge giudaica per diventare cristiano, questa decisione è riconosciuta come derivante dallo Spirito: da questo momento la chiesa apre le sue porte e diventa la casa di tutti, senza che questo obblighi a mutare le tradizioni e la propria cultura purché non in contrasto col Vangelo. Sotto la spinta dello Spirito, la fede cristiana si apre decisamente alle genti. E’ lo Spirito che spinge ad andare sempre oltre, non solo in senso geografico, ma anche al di là delle barriere etniche e religiose, per una missione universale.

• Lo Spirito rende missionaria tutta la chiesa

Lo Spirito spinge il gruppo dei credenti a fare comunità, ad essere chiesa, a riunirsi in ascolto del Vangelo, nella comunione fraterna, nella preghiera e nell’eucaristia. Gli Atti indicano che la missione si sviluppa a molteplici livelli. Il gruppo dei dodici guidato da Pietro – la comunità dei credenti che rendendo testimonianza fa si che i pagani si convertano (cf At 2,6-47) – gli inviati speciali destinati ad annunziare il Vangelo (cf At 13,1-4). – accanto a questi altri che testimoniano spontaneamente la novità che ha trasformato la loro vita.

• Lo Spirito è presente e operante in ogni tempo e luogo

Lo Spirito sollecita in ognuno il desiderio di sapere quale sia il significato della sua vita, della sua attività e della sua morte, è cioè all’origine della stessa domanda esistenziale e religiosa dell’uomo, la quale nasce dalla struttura stessa del suo essere.
Lo Spirito è presente negli individui e nella storia, nei popoli e nelle loro culture e religioni.
Con mirabile provvidenza egli dirige il corso dei tempi e rinnova la faccia della terra
Lo Spirito sollecita le iniziative e i generosi propositi, purificando e fortificando ogni azione che cerca di rendere più umana la vita di ognuno. L’azione universale dello Spirito non va disgiunta dal suo operato peculiare che egli svolge nel corpo di Cristo che è la chiesa. Infatti, è sempre lo Spirito che agisce sia quando vivifica la chiesa e la spinge ad annunziare il Cristo, sia quando semina e sviluppa i suoi doni in tutti gli uomini

• L’attività missionaria è solo agli inizi

Il nostro tempo con l’umanità in movimento e in ricerca esige un rinnovato impulso nell’attività missionaria della chiesa. Gli orizzonti della missione si allargano e noi cristiani siamo sollecitati al coraggio apostolico, fondato sulla completa fiducia nello Spirito. E’ lui il protagonista della missione.
5/30/2011 1:11 PM
 
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4. GLI IMMENSI ORRIZZONTI DELLA MISSIONE AD GENTES

• La missione ad gentes conserva il suo valore

Le varie attività salvifiche della chiesa divengono sempre più interdipendenti, la nuova evangelizzazione richiede sempre più che non vi è possibilità di essere missionari verso altri paesi e continenti se non ci si preoccupa seriamente dei non cristiani in casa propria.


• Ambiti della missione ad gentes

Il primo areopago del tempo moderno è il mondo della comunicazione, che sta unificando l’umanità rendendola il villaggio globale – i mezzi di comunicazione sono per molti il principale strumento educativo oltre che di informazione.
Gli areopaghi ove rivolgersi con la luce del Vangelo, sono l’impegno per la pace, lo sviluppo e la liberazione dei popoli, i diritti dell’uomo e dei popoli, soprattutto quelli delle minoranze, la promozione della donna e del bambino, la salvaguardia del creato.
Un altro areopago ce lo offre il fenomeno del “ritorno religioso” che, pur se non privo di ambiguità, contiene un invito a offrire all’umanità l’immenso patrimonio che la chiesa possiede in Cristo che si proclama “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6) E’ il cammino cristiano all’incontro con Dio, alla preghiera, all’ascesi, alla scoperta del senso della vita.

• Fedeltà a Cristo e promozione della libertà dell’uomo

Annunciando all’uomo Gesù Cristo è necessario seguire la stessa strada seguita da Cristo, la strada della povertà, dell’obbedienza, del servizio e del sacrificio di sé fino alla morte, da cui risorgendo uscì vincitore. La missione non coarta la libertà, ma piuttosto la favorisce. La chiesa propone, non impone nulla: rispettando le persone e le culture fermandosi davanti alle coscienze dell’uomo che considera sacre. A coloro che si oppongono con i più vari pretesti all’attività missionaria la chiesa ripete: Aprite le porte a Cristo!
5/30/2011 1:12 PM
 
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5. LE VIE DELLA MISSIONE

L’attività missionaria è la manifestazione e la realizzazione del disegno di Dio.


• La prima forma di evangelizzazione è la testimonianza

L’uomo contemporaneo crede di più ai testimoni che ai maestri, più all’eperienza che alla dottrina, più alla vita e ai fatti che alle teorie.
Nella famiglia e nella comunità occorre rendere visibile un nuovo modo di comportarsi. Il missionario pur nei limiti e difetti umani se vive con semplicità secondo il modello di Cristo, è un segno di Dio. La testimonianza evangelica, a cui il mondo è più sensibile,è quella dell’attenzione per le persone e della carità verso i poveri e i piccoli, verso i sofferenti. La gratuità di questo atteggiamento che contrasta profondamente con l’egoismo, fa nascere precise domande che orientano a Dio e al Vangelo.

• Il primo annunzio di Cristo salvatore

L’annunzio è animato dalla fede, che suscita entusiasmo e fervore nel missionario. (parresia = parlare con franchezza e coraggio) “Nel nostro Dio abbiamo avuto il coraggio di annunziarvi il Vangelo di Dio in mezzo a molte lotte” (1Ts 2,2). “pregate…anche per me, perché quando apro la bocca, mi sia data una parola franca per far conoscere il mistero del Vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere”(ef 6,18-20)

• Conversione e battesimo

L’annunzio della parola di Dio mira alla conversione cristiana, cioè all’adesione piena e sincera a Cristo e al suo Vangelo mediante la fede. La conversione è dono di Dio, opera della Trinità: è lo Spirito che apre le porte dei cuori, affinché gli uomini possano credere al Signore e “confessarlo”
(cf 1Cor 12,3) Occorre che uno rinasca dall’Alto perché se uno non rinasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel Regno di Dio.(Gv 3,5)
Occorre incoraggiare ad aprirsi pienamente a Cristo chi afferma di essere interiormente impegnate con Cristo ma non vogliono esserlo sacramentalmente a causa dei loro pregiudizi o delle colpe dei cristiani. Ricordando loro che se sentono il fascino di Cristo, egli stesso ha voluto la chiesa come luogo in cui possono di fatto incontrarlo. Al tempo stesso i fedeli devono testimoniare autenticamente Cristo con la loro vita nuova per potere essere credibili a chi è diretto l’Annuncio. Sarebbe per lui una delusione se entrato nella comunità vi trovasse una vita priva di fervore e senza segni di rinnovamento. Non possiamo predicare la conversione se non ci convertiamo noi stessi ogni giorno.

• La carità fonte e criterio della missione

Fedele allo spirito delle beatitudini, la chiesa è chiamata alla condivisione con i poveri e gli oppressi di ogni genere. Occorre fare, perciò, una sincera revisione della propria vita nel senso della solidarietà con i poveri. L’amore resta il movente della missione ed anche l’unico criterio secondo cui tutto deve essere fatto o non fatto, se si agisce con riguardo alla carità nulla è disdicevole.





5/30/2011 1:13 PM
 
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6. I RESPONSABILI E GLI OPERATORI DELLA PASTORALE MISSIONARIA
• Tutti i laici sono missionari in forza del battesimo Sono milioni e milioni di uomini e donne che attendono venga loro portato il Vangelo. La missione, che si svolge in svariate forme, è di tutto il popolo di Dio ed è compito di tutti i fedeli. In particolare il contributo dell’apostolato dei laici è di fondamentale importanza. Essi sono tenuti all’obbligo generale ed hanno il diritto di impegnarsi, sia come singoli, sia riuniti in associazioni perché l’annunzio della salvezza sia conosciuto ed accolto da ogni uomo. I campi in cui il laico è chiamato ad evangelizzare sono i più svariatie spaziano dalla politica alle realtà sociali e all’economia. • L’opera dei catechisti e la varietà dei ministeri Essi, animati da spirito apostolico e facendo grandi sacrifici, danno un contributo singolare e insostituibile alla propagazione della fede e della Chiesa: Chiese ora fiorenti non sarebbero state edificate senza la loro opera.

7. LA COOPERAZIONE SULL’ATTIVITA’ MISSIONARIA
• La partecipazione alla missione universale non si riduce ad alcune particolari attività ma allarga i confini della sua carità manifestando sollecitutide per coloro che sono lontani, come per coloro che sono vicini: prega, aiuta, ne segue le attività, li accoglie con gioia ascoltando le loro testimonianze su quante meraviglie ha operato Dio mediante la loro predicazione(cf At 14,27) • Eccomi Signore, sono pronto, manda me!(Is 4,8) Occorre ascoltare l’invito del Signore che dice “Venite dietro a me, e vi farò diventare pescatori di uomini(Mt 4,19) occorre avere il coraggio di rispondere come Isaia. • Dio prepara una nuova primavera del Vangelo Oggi si manifesta una nuova convergenza da parte di tutti ai valori evangelici: il rifiuto della violenza e della guerra, il rispetto della persona umana e dei suoi diritti, il desiderio di libertà, di giustizia e di fraternità, la tendenza al superamento dei razzismi e dei nazionalismi, l’affermazione della dignità e la valorizzazione della donna. La speranza cristiana ci sostiene nell’impegnarci per la nuova< evangelizzazione, facendoci pregare come Gesù ci ha insegnato: “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra” (Mt 6,10)
[Edited by maxis35 5/30/2011 1:36 PM]
5/30/2011 1:14 PM
 
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8. LA SPIRITUALITA’ MISSIONARIA

• Lasciarsi condurre dallo Spirito

La docilità allo Spirito impegna ad accogliere i doni della fortezza e del discernimento, che sono tratti essenziali della stessa spiritualità. Oggi come ieri la missione rimane difficile e complessa e richiede il coraggio e la luce dello Spirito. Occorre pregare, perché Dio ci doni la franchezza di proclamare il Vangelo, occorre scrutare le vie misteriose dello Spirito e lasciarci da lui condurre in tutta verità.(cf Gv 16,13)



• Vivere il mistero di Cristo “inviato”

Per comprendere la missione bisogna riferirsi a Cristo come l’inviato ad evangelizzare: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spoglio se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umilio se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”(fil 2,5-8)
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